Riqualificazione industrializzata e democratica, gli architetti disegnano l’edilizia pubblica
Riqualificazione industrializzata e democratica, gli architetti disegnano l’edilizia pubblica
Da Milano la “Call for Solution nazionale next gen Erp” (aperta fino al 26 settembre)
La chiamano riqualificazione democratica, a portata di tutti, veloce ed economica con la leva della innovazione. Una visione architettonica e sociale con l’obiettivo di mettere a terra nuovi modelli tecnici e di appalto per comprimere i tempi e i costi del restyling delle case popolari, grazie ad un approccio industrializzato di qualità.
Dopo il lancio a novembre 2024, il progetto “Energiesprong”, che Edera sta sviluppando nell’ambito del protocollo che il Comune di Milano ha sottoscritto con Fondazione Cariplo per la rigenerazione dei quartieri di Edilizia residenziale pubblica, si concentra sulla comprensione di quale sia la strada per portare qualità architettonica e sociale nelle periferie milanesi attraverso interventi di riqualificazione industrializzati. Combinare il profitto per uno scopo sociale e ambientale.
A coordinare il lavoro ideato da Edera, Luca Molinari con il suo studio, con un lavoro scandito da un ciclo di tre workshop svolti tra marzo e maggio 2025 presso BASE – Cariplo Factory a Milano i cui contenuti sono stati raccolti nel documento “Una nuova visione per l’abitare pubblico”. Quattro gli studi di architettura coinvolti: Alvisi Kirimoto, ARW Associates, Archea Associati e Park Associati.
Un “collettivo” raggruppato per l’occorrenza, esperto in dinamiche sociali-urbane, insieme a rappresentanti di aziende fornitrici di soluzioni integrate per la riqualificazione già impegnate nel percorso di open innovation promosso a Energiesprong Italia e guidato da Edera.
A ciascuno dei quattro studi di architettura è stato affidato un complesso residenziale del patrimonio Erp milanese, selezionato per rappresentare in modo significativo le sfide tipologiche, insediative e sociali che caratterizzano l’edilizia pubblica italiana
I bresciani ARW hanno lavorato sul complesso Bagarotti Maffeo 44, riflettendo sul ruolo rigenerativo degli spazi aperti e del piano terra come dispositivo di relazione urbana. I romani Alvisi Kirimoto si sono confrontati con il complesso Coppin 3, concentrandosi sull’equilibrio tra innovazione dell’involucro e rispetto per l’identità architettonica originaria.
Archea Associati ha sviluppato la propria proposta sul complesso Rizzoli I, ponendo l’attenzione sull’integrazione tra struttura esoscheletrica e qualità dell’abitare, anche in relazione alla gestione delle acque e alla sicurezza sismica.
Infine, Park Associati ha affrontato il caso del complesso Sant’Erlembaldo, elaborando una strategia di intervento stratificata e adattiva, che esplora i temi della densificazione, della modularità e della riconfigurazione tipologica.
L’esito di questo percorso – articolato tra riflessione teorica confronto interdisciplinare e prime ipotesi progettuali – si è concretizzato in una serie di metaprogetti che sintetizzano visioni, strategie e strumenti operativi per la rigenerazione del patrimonio Erp, materiali che sono alla base per attivare un più ampio coinvolgimento della comunità professionale e aprire il processo a nuove interpretazioni e soluzioni replicabili.
«In Italia ci sono 15 milioni di abitazioni da riqualificare con oltre il 10% della popolazione in povertà energetica. Oggi riqualificare è troppo costoso e lento. Trovare soluzioni è un bisogno per non escludere una grande fetta di persone», spiega Thomas Miorin, co-founder e amministratore delegato di Edera. «Interventi “modello”, ma con una grande attenzione alla qualità del progetto – spiega Molinari – perché uno stock di circa 28mila unità, di proprietà comunale e gestite da MM spa, distribuite in 273 complessi immobiliari, anche se non riesce comunque a soddisfare la domanda di esigenza abitativa pubblica, va pertanto preservato e implementato, anche grazie ad azioni di recupero innovativo, che coniugano rapidità di azione e qualità del risultato. Il grande sforzo nella storia dell’umanità, soprattutto nel Novecento, è stato quello di dare le case e una vita dignitosa alla maggioranza, producendo milioni di metri cubi con uno sforzo industriale molto grande, ma che non ha prodotto città. Oggi, noi dobbiamo affrontare una crisi climatica, ma anche una curva di decrescita demografica che ci causerà un ripensamento di questo patrimonio edilizio e dei suoi modelli. L’architetto è chiamato ad avere una capacità innovativa e una visione enormi. E la consapevolezza che nessuno è bravo da solo».
«L’industrializzazione di alcuni processi produttivi – penso ad esempio alle facciate prefabbricate – e la replicabilità degli interventi meritano particolare attenzione da parte dell’Amministrazione sia perché sul lungo periodo possono portare al contenimento dei costi – con riflessi importanti sui consumi – sia perché possono ridurre significativamente i tempi di cantiere, contenendo il disagio solitamente generato a chi abita i complessi in ristrutturazione», racconta l’assessore all’Edilizia residenziale pubblica, Fabio Bottero, intervenuto all’evento di presentazione.
Il secondo fronte di lavoro è la Call for Solution nazionale Next Gen ERP, una raccolta delle migliori soluzioni industrializzate e innovative per riqualificare in modo veloce, sicuro, scalabile e di qualità gli edifici residenziali pubblici milanesi. Imprese e produttori di componenti avranno tempo di candidare le proprie proposte fino al 26 settembre.
Il progetto come chiave di innovazione, un’iniziativa che ricorda quella promossa dieci anni fa, finanziata da Cdp Investimenti sgr, e realizzata da InvestiRE sgr e Fondazione Housing Sociale, chiamata “progetto 10.000”, proprio per selezionare proposte operative, da parte di progettisti e costruttori, finalizzate a ridurre tempi e costi per la costruzione del social housing. I cui esiti sono stati capitalizzati soprattutto da Redo, società benefit che vede tra i promotori la stessa Fondazione Cariplo.
A commentare gli elaborati e le loro potenzialità Pieter Bannenberg, fondatore di NL Architects con esperienza nei Paesi Bassi e nel Nord Europa; l’Ordine degli ingegneri di Milano; Raffaella Laviscio, consigliera dell’Ordine Architetti di Milano, il direttore generale di Federcasa, Patrizio Losi; il direttore alla Casa del Comune di Milano, Massimo Marzolla e il direttore di MM, Alessandro Mornati.
In copertina: Bagarotti Maffeo © ARW Associates

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