Servizio nazionale sportivo, attività gratuite dai 6 ai 13 anni

21-10-2026 Tommaso Nonni 3 minuti

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Servizio nazionale sportivo, attività gratuite dai 6 ai 13 anni

Anci lancia la petizione per coordinare scuole, istituzioni, servizi sanitari e società e per garantire aiuti economici, prestazioni essenziali senza differenze territoriali

Il diritto allo sport è entrato nella Costituzione, ma per tante famiglie è un miraggio. Il costo delle iscrizioni, la mancanza di impianti nei quartieri periferici e la scarsa accessibilità accrescono le diseguaglianze sociali anche in ambito sportivo.
È da questa contraddizione che parte la proposta di Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea capitolina, per istituire un Servizio nazionale sportivo che possa coordinare scuole, istituzioni, servizi sanitari e organismi sportivi per garantire aiuti economici, prestazioni essenziali, attività gratuite per i minori e strumenti adeguati per le persone con disabilità.
L’iniziativa è stata presentata venerdì 16 ottobre 2026 durante il direttivo della Conferenza nazionale dei presidenti dei consigli comunali di Anci, nella sede del Coni a Roma, alla presenza del ministro per lo Sport Andrea Abodi, del presidente del Coni Luciano Buonfiglio e del presidente di Sport e salute Marco Mezzaroma. Un incontro operativo per mettere in relazione chi guida lo sport a livello nazionale e chi amministra i territori, con l’obiettivo di trasformare il riconoscimento costituzionale in opportunità concrete.

Dal 2023 l’articolo 33 della Costituzione stabilisce che “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”. Una modifica che lega lo sport ai principi di tutela della salute e del diritto all’istruzione, richiamati rispettivamente dagli articoli 32 e 34. Per Luciano Buonfiglio, «il valore di questo riconoscimento sta proprio nella necessità di considerare lo sport parte delle politiche pubbliche, grazie alla sua capacità di promuovere salute, educazione e inclusione». Nel suo intervento ha ricordato anche il ruolo svolto nel secondo dopoguerra da oratori e società sportive, che hanno sopperito alla scarsa presenza delle istituzioni costruendo una rete capillare sul territorio. Oggi, questa rete ha bisogno di essere rafforzata attraverso la collaborazione con i Comuni, chiamati a garantire spazi e strutture. I dati mostrano quanto il problema sia concreto: secondo l’Istat, nel 2024 il 37,5% della popolazione dai tre anni in su pratica sport. Anche qui le differenze territoriali sono marcate, con una quota del 43,9% nel Nord-est contro il 27,9% nel Mezzogiorno.
«Dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Il diritto allo sport è entrato nella Costituzione, ma ora dobbiamo renderlo effettivo nella vita quotidiana delle famiglie», ha dichiarato Celli, annunciando l’avvio di una petizione e la disponibilità di Anci a confrontarsi con il Governo su una proposta di legge delega.

Tra gli obiettivi c’è garantire la pratica gratuita ai bambini e alle bambine dai 6 ai 13 anni, attraverso un investimento stimato di 1,5 miliardi di euro all’anno per circa due milioni di minori. La proposta comprende inoltre i Livelli essenziali delle prestazioni sportive (Lepse), cioè servizi che lo Stato si impegnerebbe a garantire su tutto il territorio nazionale, e una Tessera sportiva nazionale collegata a una Carta dei servizi sportivi essenziali. Attraverso voucher pubblici, le famiglie potrebbero accedere alle attività, alle strutture e alle attrezzature necessarie.
«Non possiamo permettere che la possibilità di fare sport dipenda dal reddito o dal territorio in cui si vive. Vogliamo costruire un sistema nazionale che faccia dello sport un diritto realmente accessibile e non un privilegio», ha affermato Giulio Tantillo, presidente del Consiglio comunale di Palermo e coordinatore della Conferenza nazionale dei presidenti dei consigli comunali di Anci.

Per rendere concreta la proposta, però, non bastano i sostegni economici: servono luoghi in cui praticare sport. I Comuni possono aprire maggiormente palestre scolastiche e piscine comunali, riqualificare gli impianti e promuovere accordi con le società sportive. In questo quadro si inserisce Sport illumina, il progetto illustrato da Marco Mezzaroma, che punta a realizzare playground multidisciplinari in aree urbane abbandonate o poco utilizzate, restituendole alla comunità. Durante l’incontro è stato richiamato anche il dato secondo cui l’85% degli impianti sportivi italiani non sarebbe adeguatamente efficientato per gli standard sulla sostenibilità ambientale, un elemento che sottolinea la necessità di investire nella riqualificazione delle strutture esistenti. Il ministro Andrea Abodi ha insistito sulla collaborazione tra istituzioni e livelli di governo, richiamando l’importanza di integrare le competenze e mettere a sistema le risorse disponibili.

 

In copertina: Palazzetto dello Sport, Olgiate Olona (VA) – Progetto: Giulia de Appolonia | Foto: © Filippo Poli

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Tommaso Nonni
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