Al Comune di Milano case e terreni demaniali ceduti in passato ai fondi immobiliari

06-08-2026 Francesca Fradelloni 2 minuti

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Al Comune di Milano case e terreni demaniali ceduti in passato ai fondi immobiliari

Tra i beni restituiti la sede dell’Anpi, alcuni stabili Erp e 40 ettari di campi. L’assessore Conte: «Chiusa la stagione della vendita del patrimonio pubblico»

Trenta beni immobili e una nuova visione di città. Con il rogito firmato nei giorni scorsi dalla direzione Demanio e Patrimonio, tornano nella piena disponibilità del Comune di Milano case, edifici storici e terreni demaniali ceduti tra il 2007 e il 2010, durante l’amministrazione guidata dalla sindaca Letizia Moratti, ai fondi immobiliari gestiti da BNP Paribas.

Il portafoglio comprende due edifici storici oggi sede dell’Anpi e di altre associazioni – l’ex Municipio di Crescenzago e una palazzina dei primi del Novecento ad Affori –, alcuni stabili di edilizia popolare con decine di appartamenti liberi, spazi destinabili a servizi e circa 40 ettari di terreni agricoli.

«Con questa operazione – spiega l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Emmanuel Conte – chiudiamo definitivamente una stagione iniziata quasi vent’anni fa, una fase nella quale il patrimonio pubblico veniva gestito prevalentemente attraverso strumenti finanziari pensati per la dismissione. Oggi quella stagione si conclude e questi beni tornano a essere parte di un progetto di città. Passiamo dalla logica della dismissione indistinta a quella della valorizzazione pubblica, bene per bene. Il patrimonio comunale non è un portafoglio finanziario: è uno degli strumenti con cui una città costruisce casa, lavoro, servizi e comunità».


Tra i beni acquisiti figurano circa 170 appartamenti, che contribuiranno a rafforzare il Piano straordinario Casa del Comune di Milano e ad ampliare l’offerta di abitazioni destinate all’affitto accessibile.


Per gli altri immobili, già radicati nella vita dei quartieri, sarà preservata e rafforzata la funzione pubblica. In particolare, l’ex Municipio di Crescenzago e l’edificio di Affori manterranno la propria vocazione sociale e saranno valorizzati nel rispetto del loro ruolo storico e delle esigenze espresse dai Municipi e dalle realtà locali.

I terreni agricoli saranno invece considerati come un patrimonio produttivo, ambientale e sociale, attraverso progetti in grado di sostenere l’agricoltura, la cura del territorio e il coinvolgimento di imprese, cooperative e soggetti del Terzo settore. «Il ritorno degli immobili nella piena disponibilità del Comune – prosegue Conte – consentirà di destinarli direttamente alle politiche pubbliche, superando l’obiettivo prioritario della vendita previsto dai fondi immobiliari».

L’operazione, condotta dall’assessorato al Bilancio e al Demanio, conclude il percorso di dismissione avviato da Palazzo Marino oltre sedici anni fa, invertendone la direzione. Allora 141 proprietà comunali, per un valore complessivo di 355 milioni di euro, furono conferite a due fondi immobiliari, Milano I e Milano II, entrambi gestiti da BNP Paribas.

Nel corso degli anni, i fondi hanno progressivamente venduto gran parte del patrimonio ricevuto. Tra gli immobili ceduti figurano beni di pregio come il palazzo di via Porta Romana 8, venduto per 37 milioni di euro, quello di via Bagutta, per 26 milioni, e gli stabili di corso XXII Marzo 22, via Mascagni, via Morigi, corso Como, via Scaldasole e via Anfiteatro. Il portafoglio residuo, il cui valore è oggi stimato in 35 milioni di euro, rientra nella disponibilità dell’amministrazione al termine di un percorso avviato con una delibera proposta dall’assessore Emmanuel Conte e approvata dal Consiglio comunale nel 2022.

In copertina: Milano © Pexels – Francesco Ungaro

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Francesca Fradelloni
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