Al Maxxi arriva Rubato: l’installazione che mette in scena il tempo dell’architettura

16-03-2026 Chiara Bernardi 2 minuti

16-03-2026 Chiara Bernardi 2 minuti

Al Maxxi arriva Rubato: l’installazione che mette in scena il tempo dell’architettura

Il collettivo Hpo vince la terza edizione di Nxt dedicata ai giovani progettisti

Si chiama Rubato il progetto vincitore della terza edizione di Nxt, il programma del museo Maxxi dedicato alla promozione di giovani architetti. Firmato dal collettivo Hpo, l’installazione sarà realizzata nella piazza del museo dal 29 maggio al 25 ottobre 2026, accompagnando la programmazione estiva del museo statale dedicato all’arte e all’architettura del XXI secolo, e trasformando lo spazio esterno in un luogo di incontro e attività aperto al pubblico. Durante i mesi estivi la piazza diventa infatti uno dei luoghi centrali della vita culturale del museo, ospitando eventi, momenti di confronto e iniziative aperte alla città.


Il progetto prende il nome dal termine musicale rubato, che indica una libera interpretazione del tempo, scandita da accelerazioni e rallentamenti. Idea che si traduce in una struttura aperta e trasformabile, costruita attraverso l’assemblaggio di elementi semplici e materiali di recupero.


Più che un oggetto concluso, l’installazione mette in evidenza il processo costruttivo e la dimensione del cantiere, proponendo uno spazio in continua evoluzione e aperto all’interazione con il pubblico. Il progetto di sonorizzazione è affidato alla sound artist Agnese Menguzzato.

Il programma Nxt, diretto da Lorenza Baroncelli, direttore Maxxi Architettura, e curato da Pippo Ciorra, senior Curator MAXXI Architettura, è un’iniziativa del dipartimento Architettura e Design contemporaneo del museo dedicata alla promozione di una nuova generazione di architetti e alla valorizzazione dello spazio pubblico.


Ogni edizione invita studi emergenti a confrontarsi con la progettazione di un’installazione temporanea per la piazza del museo, trasformando lo spazio esterno in un luogo di sperimentazione tra architettura, installazione e attività culturali.


Il progetto selezionato diventa così parte integrante della programmazione estiva, contribuendo a ridefinire temporaneamente l’uso della piazza.

Fondato a Ferrara nel 2017 e composto da undici architetti, il collettivo Hpo lavora tra architettura, installazioni temporanee, mostre e performance con un approccio collaborativo che unisce progettazione, ricerca e produzione culturale. Il lavoro del gruppo è stato presentato in diversi contesti internazionali, tra cui l’Akademie der Künste di Berlino, Head Genève, Tu Graz, Ensap Versailles, Dropcity Milano e il Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia.

Accanto al progetto vincitore, anche le proposte degli altri studi selezionati – facchinelli daboit saviane, m²ft architects, Associates Architecture e Atelier Vago – saranno presentate in una mostra al Centro Archivi del Maxxi, nell’ambito della rassegna Architetture dall’Italia, curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci. Disegni, modelli e materiali di ricerca racconteranno i diversi approcci con cui una nuova generazione di progettisti interpreta oggi il tema dello spazio pubblico e delle installazioni temporanee.

In copertina ©Hpo Rubato Render

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Chiara Bernardi
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