Brescia scrive la sua Agenda Urbana 2050
In dialogo con l’Europa, capitalizzando risorse ed esperienze locali
“Brescia, la tua città europea”. Questo il motto che negli ultimi anni ha accompagnato l’impegno internazionale della città lombarda e che diventa oggi il segno distintivo di un percorso unico in Italia, e un riferimento per tante città medie europee. Brescia è infatti la prima città italiana a declinare l’Agenda Urbana per l’Europa 2050, costruendo un modello che valorizza risorse e contenuti già presenti nel tessuto cittadino, in alternativa all’ipotesi di farsi accompagnare da consulenze esterne (come nel caso di Roma con il Laboratorio Roma050). Ed è pronta a raccontare questa storia in contesti nazionali come il festival Utopian Hours in agenda a Torino dove Brescia sarà la città guest, ma anche al prossimo Urbanpromo in agenda a novembre a Firenze.
Un approccio che mette al centro l’ascolto e la partecipazione. Che fa tesoro del lavoro dell’Urban Center che ha raccolto oltre 3.200 contributi tra cittadini, associazioni, consigli di quartiere e operatori economici: materiale che ha alimentato il più ampio lavoro del Laboratorio Agenda Brescia 2050, coordinato dall’architetto Valerio Barberis, coordinatore scientifico del progetto.
«L’Agenda – spiega Barberis che porta in dote la sua competenza tecnica e da amministratore, essendo stato assessore all’Urbanistica della città di Prato – non è un documento calato dall’alto, ma un processo continuo, che cresce con il contributo della città stessa. È un modello che punta a diventare riferimento per tutte le medie città europee»
Accanto a lui, l’assessora alla Rigenerazione Urbana Michela Tiboni sottolinea il valore strategico di questa scelta: «Abbiamo deciso di partire dalle nostre forze, valorizzando il lavoro già avviato dall’Ufficio di Piano, dall’Urban Center e dalla Fondazione Campus Edilizia. È un investimento sulla capacità di Brescia di interpretare le proprie sfide e costruire risposte condivise».
Il percorso intreccia visione e pianificazione: da un lato l’Agenda Urbana come orizzonte di lungo periodo, dall’altro la variante generale al Pgt per governare le trasformazioni di breve e medio termine, in dialogo costante con le strategie europee e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu.
Il lancio ufficiale dell’iniziativa è stato il 3 ottobre, con la sindaca Laura Castelletti, con l’assessora Michela Tiboni e il coordinatore Valerio Barberis, a cui è seguita l’inaugurazione della mostra “Verso Agenda Urbana Brescia 2050 – esperienze di partecipazione” all’Urban Center, con progetti e testimonianze di ascolto, dal Piano del verde al Piano aria e clima, fino ai disegni dei bambini delle scuole.
Ma il cuore del percorso sarà il public program con quattro dialoghi pubblici aperti alla cittadinanza, tra ottobre e novembre, con la partecipazione di esperti nazionali e internazionali e rappresentanti delle città gemellate
Ogni incontro sarà dedicato ad un tema specifico e sarà un’occasione per discutere strategie di governance e azioni possibili, con l’obiettivo di costruire collettivamente l’Agenda e rafforzare il posizionamento europeo di Brescia.
- 22 ottobre – Sostenibilità
- 29 ottobre – Lavoro
- 20 novembre – Insieme
- 26 novembre – Cultura
L’Agenda Urbana 2050 si configura di fatto come cornice di lungo periodo e strumento di medio termine, capace di dare forma a progettualità concrete nei settori chiave: cultura, economia, sostenibilità, welfare. Un programma “Brescia/Europa andata e ritorno” che non solo permette di raccogliere sfide e opportunità comuni con altre città, ma aspira a fare di Brescia un laboratorio europeo di politiche urbane innovative. Un percorso che ribadisce l’identità di una città capace di guardare oltre i propri confini, partendo però dalla forza delle comunità locali.
«Contiamo di lavorare su tassonomia e terminologia, allineate alle strategie europee, per facilitare l’accesso dell’Amministrazione e della comunità bresciana ai futuri bandi, a vari livelli» dice Barberis che sottolinea tra gli obiettivi l’impegno a guardare al futuro mettendo le basi per intercettare finanziamenti necessari per gli investimenti dell’ente pubblico.
Questo autunno inizierà di fatto anche il lavoro vero e proprio di redazione dell’Agenda, con una serie di iniziative di riflessione collettiva sugli sviluppi e sulla percezione che la città ha di sé stessa, sugli asset territoriali, sul posizionamento strategico, sui programmi e le pianificazioni in atto, in confronto continuo con le altre realtà nazionali. Fino ad arrivare alla presentazione del documento finale dell’Agenda Urbana 2050.
In copertina: © Adobe Stock

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