Conca De Amicis, Milano riscopre il suo anfiteatro romano
Il grande parco archeologico Pan verso l’apertura nella primavera del 2026. Il progetto è stato firmato dall’architetto Stocchi e sostenuto economicamente da sponsor privati
A Milano sta prendendo forma uno dei più rilevanti interventi di rigenerazione culturale e paesaggistica degli ultimi decenni: Conca De Amicis, un progetto di ricucitura urbana che intreccia archeologia, architettura del paesaggio e strategie di valorizzazione territoriale. Una trasformazione che agisce su un nodo storico della città — la Conca di Viarenna, antico accesso, via acqua, alla Milano medievale — per restituire un nuovo borgo connesso e vitale, capace di impattare non solo sulla qualità dello spazio pubblico, ma anche sulla percezione identitaria. E anche, perché no, sul potenziale immobiliare di quel quadrante compreso tra corso di Porta Genova, via De Amicis, via Arena e viale D’Annunzio.
Per fare il punto sul progetto, l’associazione Nmg-5 Vie ha riunito progettisti, istituzioni e associazioni al Centro artistico Alik Cavaliere per l’incontro «Conca De Amicis: il nuovo volto di un borgo antico nel cuore di Milano». Al centro del dibattito, ciò che diventerà il cuore simbolico e fisico della rinascita: Pan (Parco amphitheatrum naturae), il grande parco archeologico che restituirà alla città l’area dell’antico Anfiteatro romano.
A dare il benvenuto è stato il presidente di Nmg-5 Vie, Emanuele Tessarolo, che ha descritto l’operazione come un modello di governance urbana condivisa: «È un progetto che vuole riunire le diverse realtà, quelli che in inglese vengono definiti stakeholder dell’area, attorno ad iniziative importanti che si stanno sviluppando. Uno degli obiettivi è quello di mantenere l’identità del luogo».
Un’impostazione che guarda, dunque, alla rigenerazione non solo in termini di intervento fisico, ma di capitale sociale. Non a caso, il progetto Conca De Amicis è stato inserito tra i Grandi progetti beni culturali del ministero della Cultura.
La visione è stata ribadita, con un videomessaggio, dall’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi: «Oggi parliamo di un’area che appartiene alla storia profonda della città, ma anche di un luogo che può diventare un laboratorio per il suo futuro». Sacchi ha anche sottolineato il valore del progetto come infrastruttura relazionale: «Un aspetto centrale è la capacità di Conca De Amicis di diventare un quartiere che letteralmente si rigenera attraverso le relazioni, attraverso la prossimità e le reti della cultura. Qui il patrimonio non viene soltanto tutelato, viene attivato ed è proprio questo processo condiviso a generare il senso di appartenenza e di vitalità nei quartieri».
Il cuore dell’operazione, come anticipato, è Pan, un progetto guidato dall’architetto Attilio Stocchi (suo il progetto e la direzione lavori), con la supervisione della Soprintendente Antonella Ranaldi e la collaborazione del Comune di Milano, sostenuto economicamente da sponsor privati come Tmc Pubblicità, Prelios sgr e Italia Nostra. Stocchi ha raccontato la genesi dell’operazione, partendo da una “assenza”: «Questo progetto nasce da una mancanza. Quando nel 1931 Alda Levi scopre l’Anfiteatro Romano in Conca del Naviglio, facendo uno scavo fognario, intuisce l’esistenza di questo monumento grande ellittico. Da qui l’idea di poter ricostruire l’orma dell’anfiteatro, laddove anche i setti di fondazione non ci sono più».
Non una ricostruzione filologica — improponibile e anacronistica — ma una restituzione attraverso forme vegetali e topografie.
Oggi, nel cantiere avanzato, si vedono già la nuova piazza pavimentata con 60mila ciocchi di robinia e la fossa orchestrale: «un innesto contemporaneo – commenta l’architetto Stocchi – che rilegge la vocazione originaria del luogo che torna così ad essere un anfiteatro». Il progetto cresce con l’ambizione di diventare un’infrastruttura culturale viva, anche grazie a una programmazione di eventi che La Scala ha già mostrato di voler attivare: dall’opera alle performance, fino a usi temporanei come piste di pattinaggio o passerelle.
Il parco sarà inaugurato nella primavera del 2026, mentre alcune aree esterne — come lo Zodiaco, nuovo spazio scenografico — apriranno successivamente con appalto ministeriale già programmato.
Pan ridisegnerà una porzione di centro storico finora frammentata e poco leggibile. L’operazione Pan, osserva Stocchi, trasforma un sistema di spazi chiusi in una “cerniera” metropolitana da 22mila metri quadri, collegando Conca del Naviglio, via Vetere, il Parco delle Basiliche e le Colonne di San Lorenzo. Un corridoio culturale e verde che supera i 100mila metri quadri, e che includerà in futuro anche un museo archeologico dedicato, con funzioni di ristorazione e attività pubbliche. È un approccio che si inserisce in una stagione milanese più ampia, non segnata solo dalle vicende giudiziarie di Palazzopoli, ma anche di interventi di rigenerazione urbana ad alta complessità, dove cultura, funzioni miste e dimensione sociale si intrecciano. È anche il caso della rinascita dell’ex Caserma Mameli, oggetto di un progetto da 100mila metri quadri tra social housing, verde e funzioni miste, attualmente entrato nella fase operativa con l’avvio delle bonifiche.
Sul ruolo pubblico del progetto è intervenuta Gaia Romani, assessora al Decentramento, quartieri e partecipazione, servizi civici e generali del Comune di Milano: «Credo sia evidente a tutti che non stiamo parlando di un bene comune minore, ma di luogo su un’area importantissima che verrà davvero rivalorizzata e condivisa. Effettivamente si ricuce uno spazio fondamentale: credo che sia molto attuale il dibattito sul fatto che anche il centro di una città come Milano debba essere uno spazio che possa essere restituito alla cittadinanza». Romani ha infine ribadito la visione pubblica, partecipata e attiva dei luoghi: «questo progetto va proprio nella direzione di restituire una porzione di spazio pubblico, un luogo meraviglioso in cui poter organizzare attività culturali».
In copertina: L’area del borgo Conca De Amicis dove si trova l’anfiteatro romano

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