Da Corviale a Tor Bella Monaca, la Capitale prova a cambiare le periferie con Pui e PinQua
Da Corviale a Tor Bella Monaca, la Capitale prova a cambiare le periferie con Pui e PinQua
La scommessa sulle periferie romane: 2,4 miliardi tra rigenerazione urbana e servizi di comunità
Pnrr e Giubileo, non uno, bensì due treni che passano una sola volta nella vita di un sindaco e di una giunta, che ha avuto la possibilità e la responsabilità di mettere a terra un bacino di fondi in grado di far cambiare marcia alla Capitale. Una dotazione da 2,4 miliardi di euro di cui ha potuto fruire chi vive il centro città, ma anche chi popola quartieri che spesso purtroppo sono stati lasciati per anni, in condizioni di abbandono e degrado.
Giuseppe Battaglia, assessore alle Periferie di Roma Capitale, intervenendo in audizione in Commissione parlamentare sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie (3 febbraio 2026), ha dichiarato che: «il 25% della popolazione risiede in 14 quartieri periferici aventi tassi elevati di disoccupazione, presenza straniera e dispersione scolastica, fattori che incidono su fenomeni come degrado, marginalità e devianza sociale».
Proprio per questi motivi l’assessorato alle Periferie ha puntato sulla realizzazione dei Piani urbani integrati (Pui) e dei Programmi innovativi sulla qualità dell’abitare (PinQua) nei quartieri di Corviale, Tor bella Monaca, Primavalle e Porto fluviale (leggi l’approfondimento di thebrief a valle dell’iniziativa All We Need is Home).
Interventi oltre la manutenzione ordinaria, grazie alla spinta del Pnrr. E alla luce del decreto Caivano bis, che ha interessato sei quartieri in tutta Italia, gli è stata conferita la delega anche per il Quarticciolo (nel quadrante Est di Roma a ridosso di Centocelle)
Il Corviale è certamente la zona che vedrà per prima portati a termine i suoi cinque cantieri, «entro il 2026» dice Battaglia. L’investimento di 58 milioni di euro porterà ai cittadini il Centro Civico Campanella, con nuovi spazi di socialità dedicati alla cultura, allo sport e alle arti, ma anche i due grandi polmoni verdi di Parco Est e Parco Ovest. Nei locali Ater verrà ospitata la farmacia comunale e un incubatore di impresa, per dare al territorio strutture che aiutino nella creazione di nuove start-up. Insomma, la rigenerazione a Corviale, con la spinta del Pnrr, si propone di essere a 360 gradi.
A Primavalle è già stato demolito un ex edificio scolastico e costruito uno spazio di co-housing sociale, con nuovi spazi comuni.
Tra tutti i quartieri destinatari delle misure d’intervento, tuttavia, è certamente Tor Bella Monaca ad aver avuto il maggior numero di fondi, con uno stanziamento che ammonta a 158 milioni di euro. L’avvio dei cantieri è avvenuto nel 2023 e mentre i cantieri finanziati con il PinQua finiranno a marzo di quest’anno, i cantieri del Pui saranno terminati nel dicembre dello stesso, già fuori Pnrr. I progetti riguardano la ristrutturazione di 1267 alloggi, iniziative tese alla sostenibilità ambientale, la creazione di nuove case popolari, spazi comunitari, servizi sociali, sanitari e culturali, riconsegnati questi ultimi sia alle precedenti gestioni (come, ad esempio, la ludoteca e la palestra popolare) che a nuovi soggetti come la comunità di Sant’Egidio e il Museo delle periferie.
L’unica tra queste realtà a non aver ancora beneficiato di alcun intervento, purtroppo, è stata la sezione di Quarticciolo. La sofferenza che sta mettendo a dura prova i residenti è dovuta sia a una mancata manutenzione dei locali Erp, gestiti dall’Ater, ma anche alla fragilità della comunità legata alla presenza della riconosciuta piazza di spaccio. In questo caso i fondi destinati al quartiere ammonterebbero a circa 75 milioni di euro, secondo i dati forniti da Battaglia.
In chiusura di audizione, lo stesso assessore ha voluto specificare che questi finanziamenti straordinari sono stati vitali, ma non sufficienti per risolvere le annose criticità che i quartieri romani di periferia portano con loro, e «che la priorità non è solo compiere interventi repressivi e debellanti della criminalità, ma anche compiere interventi che occupino quegli spazi una volta svuotati, spazi che dovranno avere uno scopo sociale, solidale, di costruire una comunità».
© Roma Capitale

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