Franciacorta, Gbpa sigla il design del primo Porsche Experience Center italiano

13-09-21   I   | Lettura : 4 Minuti

Investimento da 28 milioni. L’inaugurazione a due anni dalla presentazione del concept

Abbiamo voluto mettere l’auto Porsche al centro, protagonista assoluta che può essere guardata, osservata, ammirata da qualsiasi tipo di angolazione. L’auto potrà entrare nelle sale meeting e addirittura al ristorante

GBPA Architects

I

l concept era stato svelato con un modello a gennaio 2020, a Milano nella Torre Allianz. Oggi il nuovo Porsche Experience Center, costruito a Castrezzato (Brescia) e firmato da GBPA Architects e Dromo, è diventato realtà. Frutto di un concorso ad inviti, il nuovo centro progettato e andato in cantiere in piena pandemia ha tagliato il traguardo. Inaugurazione ufficiale l’11 settembre e investimento complessivo di 28 milioni di euro

Quello in Franciacorta è l’ottavo nel mondo, dopo quelli di Lipsia, Silverstone, Atlanta, Le Mans, Los Angeles, Shanghai e Hockenheim, il primo in Italia nonché il più grande Porsche Experience Center, con una superficie complessiva di 60 ettari. Il nono sarà inaugurato a ottobre a Tokyo.

I progettisti. GBPA Architects e Dromo hanno legato i loro nomi allo storico marchio Porsche, progettando un complesso aperto al pubblico, nel quale clienti e non solo potranno vivere l’esperienza Porsche a 360 gradi. Nello specifico a GBPA Architects, società di progettazione degli architetti Antonio Gioli e Federica De Leva, è stato affidato il ripensamento delle aree e degli edifici esterni al tracciato (paddock, landscape, building); a Dromo srl, società di ingegneria specializzata in autodromi e fondata da Jarno Zaffelli, è stata affidata la progettazione delle piste.

Dal recupero, una nuova architettura. Al posto della vecchia pista di Franciacorta, Porsche ha realizzato un vero e proprio autodromo omologato per le corse dalla Federazione Internazionale Automobilismo (FIA) di Grado 2, lungo ben 2.519 metri, per una larghezza minima di 12 metri; un pit building di 29 box; un Driving Center composto da aree per gli esercizi sulle vetture di oltre 30mila mq; una pista di handling a bassa aderenza (LFH) di 458 metri; uno steering pad a bassa aderenza (LFC) di 30 metri di raggio; un’area fuori strada con 19 percorsi e 6 tipi di pavimentazioni speciali; e ancora un kartodromo per kart elettrici di 3mila mq.

«L’edificio principale - raccontano gli architetti - è il nuovo Customer Center, elemento iconico di tutto l’impianto, con il ripensamento della gerarchia spaziale dell’area e la realizzazione del nuovo accesso direttamente dalla Strada Provinciale 16. Undici le arcate di legno lamellare a sesto ribassato, con un passo di nove metri, un’altezza massima di 16 e una luce di 55 metri, che disegnano un imponente hangar di 4.500 mq che, sotto un’unica copertura di colore bianco glossy (in linea con le cromie Porsche), che unisce persone e auto in un percorso esperienziale completo».

Il driver della sostenibilità in questo progetto si concretizza con la scelta (nata dopo il concorso, ndr) di optare per un concept che recupera il più possibile le strutture preesistenti. Non solo, l’intero impianto è alimentato da energia proveniente da fonti rinnovabili. «Questa infrastruttura consuma molta energia, è previsto un campo fotovoltaico per coprire il 30% del fabbisogno - ha commentato Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia – e il PEC Franciacorta ha già ottenuto la certificazione ISO 20121: lo standard internazionale per i sistemi di gestione degli eventi secondo i criteri di sostenibilità».

Attenzione particolare anche al rispetto delle diversità, con alcune delle vetture che verranno utilizzate per le attività in pista dotate di un dispositivo di assistenza alla guida che permette alle persone con disabilità di poter vivere senza limiti le emozioni alla guida delle sportive a marchio Porsche.


In un’alternanza di superfici opache e trasparenti, il Customer Center è un complesso multifunzionale organizzato, secondo una distribuzione tridimensionale, attorno ad una piazza centrale a tutta altezza.


«Da qui con uno solo sguardo è possibile cogliere la dinamicità delle varie funzioni ospitate al piano terra e al primo piano, dagli uffici al Simulation Lab, dal Business center, al ristorante e caffetteria e allo shop. Due scalinate – spiegano gli architetti di Gbpa - che fungono anche da spalti trasformano l’Agorà in una sorta di teatro, mentre una passerella, al piano superiore, congiungendo trasversalmente le due ali della sala, crea una quinta per il palcoscenico, dove l’auto Porsche e il cliente sono i veri protagonisti».

Il team, dal concept al cantiere. Per Porsche Italia con Gbpa Architects hanno lavorato anche Esa Engineering per gli impianti, Fa.Ma. Ingegneria per le strutture e Voltaire Lighting Design per il progetto illuminotecnico. Con Dromo, in campo per la progettazione, direzione lavori specialistica piste e percorsi, anche DZ Engineering srl come consulente del progetto Race Control. Il Project Management e la Direzione Lavori sono stati seguiti da Arcadis Italia. In cantiere le imprese costruttrici sono state Tonelli Ingegneria srl (strutture), Tecnomont Service srl (facciate), Korus international (General Contractor), CarBa srl (piste) e ATFI (vernici omologate pista).

Leggi anche l'articolo su Pantografo Magazine

In copertina: il nuovo impianto Porsche Experience Center. Cortesia Porsche

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Accetto
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Accedendo a questo sito, chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la nostra pagina sulla Privacy Leggi di più
Biennale Venezia scali Milano comunicare l'architettura Salone del Mobile e fuorisalone
Dal modello olivettiano dell’architettura per la comunità, ecco il Campus Tesisquare firmato Nemesi
Parallel Lines, un racconto fotografico sulle aree dismesse lungo l’anello ferroviario di Roma
Circolarità e creatività, alla Design Week c’è spazio anche per gli esiti della ricerca europea
rigenerazione urbana le iniziative le competizioni innovazione i protagonisti la scuola
Luoghi di produzione e comunità urbane, il focus della Serbia alla Biennale di Venezia
Sostenibilità, demografia e architettura: alla Biennale di Venezia la storia della Takamizawa house
L’Austria alla Biennale. Le piattaforme digitali ci daranno una vita urbana più equa?