Partecipazione pubblica, nuove regole per coinvolgere cittadini e territori

07-09-2026 Tommaso Nonni 2 minuti

07-09-2026 Tommaso Nonni 2 minuti

Partecipazione pubblica, nuove regole per coinvolgere cittadini e territori

Dalla consultazione alla co-progettazione, un metodo comune per le Pa

La partecipazione pubblica in Italia entra in una nuova fase. Le Linee guida nazionali, pubblicate il 10 luglio 2026, offrono alle amministrazioni un quadro metodologico comune per rendere questi processi più solidi, trasparenti e strutturati.

L’obiettivo? Superare le frammentazioni territoriali e fare della collaborazione una componente stabile delle politiche pubbliche, a livello nazionale e locale.

Il documento del Dipartimento della funzione pubblica e di Italia OpenGov nasce infatti da un percorso di co-creazione che ha coinvolto 300 soggetti tra cui, la Regione Emilia-Romagna, Roma Capitale, Aip2 e, attraverso la consultazione pubblica su ParteciPa, cittadini ed esperti.

Le Linee guida si inseriscono nel sesto Piano d’azione nazionale per il governo aperto 2024-2026, nell’ambito dell’impegno B3 “potenziamento dell’hub della partecipazione”. Il modello proposto è in linea con gli standard dell’Ocse e con le raccomandazioni dell’Unione europea, in particolare con la raccomandazione 2023/2836 della Commissione europea.


Il punto centrale è chiaro: il coinvolgimento informato e strutturato di cittadini e portatori di interesse può rafforzare la fiducia nelle istituzioni e contribuire a decisioni pubbliche più coerenti con i bisogni delle persone.


Per questo le Linee guida forniscono indicazioni operative e metodologiche per integrare la partecipazione nel ciclo di vita delle politiche pubbliche e nella pianificazione strategica dei Piani integrati di attività e organizzazione (Piao). Ma affinché questo modello possa funzionare servono competenze adeguate, e lo sviluppo e il consolidamento del know how del personale pubblico rappresentano una leva fondamentale per rendere concreti i processi partecipativi.

Le Linee guida distinguono tre livelli di coinvolgimento. Il primo è l’informazione, che consiste nella diffusione di notizie e aggiornamenti da parte dell’amministrazione. Il secondo è la consultazione, nella quale cittadini e portatori di interesse possono esprimere opinioni che vengono raccolte e valutate dalle istituzioni. Il terzo è la partecipazione attiva. Questa prevede un coinvolgimento pieno e consapevole fin dalle prime fasi del processo decisionale. Può comprendere la costruzione di quadri conoscitivi condivisi, fino alla co-progettazione e alla co-gestione di politiche, interventi o beni comuni.

Ecco che cittadini, amministratori, esperti e organizzazioni sociali vengono chiamati a confrontarsi per costruire insieme politiche più efficaci, eque e sostenibili.

Un ruolo particolare è svolto dalla democrazia deliberativa.  «Occorre fare attenzione al termine “deliberare”: in italiano è un sinonimo di decidere, ma in questo ambito deriva dall’inglese “to deliberate”, che significa discutere ascoltandosi reciprocamente e ponderare con attenzione», tiene a precisare il testo delle Linee guida.

Il suo obiettivo non è soltanto raccogliere preferenze, ma favorire una discussione basata su informazioni condivise, dialogo tra diversi punti di vista e valutazione delle motivazioni. Il confronto può modificare le opinioni iniziali e produrre scenari di intervento non previsti in partenza.

L’incontro tra cittadini, istituzioni e portatori di interesse può arricchire le decisioni con informazioni, esperienze e punti di vista diversi. Può quindi favorire scelte più aderenti ai bisogni delle comunità e rafforzarne la legittimità. Questi percorsi inclusivi possono inoltre ridurre la polarizzazione, creare spazi di dialogo e favorire innovazione, sviluppo di competenze, intelligenza collettiva e coesione sociale.

Non mancano però i rischi. La progettazione e la gestione di processi complessi possono richiedere tempo, risorse economiche e competenze tecniche. Da considerare anche il limite di esclusione di alcune fasce della popolazione anche in virtù di possibili asimmetrie informative e di potere. Un’altra criticità potenziale può derivare anche dalla non gestione del processo partecipativo da parte di una figura riconosciuta come autorevole e terza.

In copertina: Vuoti di Interesse Piazza Fontesecco © Orizzontale

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Tommaso Nonni
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