Patrimonio dello Stato e sostenibilità: a Torino il dialogo tra cultura e clima

16-10-2026 Francesca Fradelloni 4 minuti

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Patrimonio dello Stato e sostenibilità: a Torino il dialogo tra cultura e clima

Responsabilità e riuso degli immobili. Dal Verme: «La non azione non vuol dire tutelare se stessi dall’errore, ma non fare l’interesse pubblico»

Le città sono organismi stratificati e il patrimonio pubblico ne custodisce le tracce: edifici e luoghi trasformati nel tempo sono chiamati oggi a rispondere a nuovi bisogni senza perdere il legame con la propria storia e identità. È in questa capacità di tenere insieme memoria e trasformazione che si misura anche la responsabilità etica del manager pubblico. Prendersi cura del patrimonio immobiliare dello Stato come bene comune significa orientarne l’evoluzione nell’interesse della collettività, perché possa continuare a generare valore per i territori e per le generazioni future.

È da questa prospettiva che muove la nuova tappa del percorso promosso dall’Agenzia del Demanio, in programma il 19 ottobre alle 11:00 a Torino. Il workshop “Responsabilità etica per la cura del patrimonio immobiliare dello Stato. Il museo e la città: un dialogo tra cultura, ambiente e innovazione” metterà a confronto il rapporto tra musei e città, le sfide poste dal cambiamento climatico e le opportunità offerte dal riuso degli immobili pubblici per accompagnare la trasformazione urbana. L’incontro sarà ospitato nell’Aula Magna storica del Rettorato, nel Palazzo Storico dell’Università degli Studi di Torino, e vedrà il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Torino e del Politecnico di Torino.

Il confronto muove dal patrimonio pubblico per interrogarsi sulle responsabilità di chi è chiamato a prendersene cura e sulle trasformazioni che investono oggi le città. «Un messaggio ai giovani: noi lavoriamo sul patrimonio materiale e lavorare su questo è una responsabilità etica imprescindibile. La non azione non vuol dire tutelare se stessi dall’errore, ma non fare l’interesse pubblico», sottolinea Alessandra dal Verme, direttore dell’Agenzia del Demanio.


A Torino questa riflessione incontrerà cultura, ricerca e innovazione. Il museo sarà osservato nella sua relazione con la città, come luogo capace di contribuire alla sua identità e alla sua vita culturale; le università porteranno il contributo della ricerca e della sperimentazione nella costruzione di nuove risposte alle trasformazioni urbane.


A fare da filo conduttore sarà anche il cambiamento climatico, non soltanto come questione ambientale, ma come fenomeno che incide sull’economia, sulla società e sul modo stesso di progettare e trasformare le città. Un tema che prosegue la riflessione avviata nella precedente tappa di Bologna con Antonio Navarra, docente dell’Università di Bologna e presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici.

In questo quadro gli immobili dello Stato assumono una funzione che va oltre la sola gestione del patrimonio. Nei territori interessati dai Piani Città degli immobili pubblici, la valorizzazione degli asset può contribuire alla capacità dei contesti urbani di adattarsi agli effetti del cambiamento climatico e, insieme, migliorare la qualità degli spazi, dei servizi e delle relazioni con le comunità.

Il patrimonio come bene comune, il museo in dialogo con la città

Il primo tavolo, dedicato alla “Responsabilità etica del manager pubblico”, partirà dal patrimonio immobiliare dello Stato inteso come bene comune: un insieme di luoghi che custodiscono memoria e identità e la cui cura risponde all’interesse della collettività. Ad aprire i lavori saranno la Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi di Torino Cristina Prandi e il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati, seguiti dall’intervento di Alessandra dal Verme, direttore generale dell’Agenzia del Demanio. Al centro del confronto, il ruolo di chi è chiamato a gestire e trasformare il patrimonio pubblico in una fase in cui reinventare la città sostenibile significa tenere insieme centralità della persona, conoscenza dei territori, tutela del patrimonio culturale materiale e immateriale, innovazione, ricerca e nuove tecnologie. Una responsabilità che riguarda non soltanto la conservazione degli immobili, ma la loro capacità di rispondere ai bisogni della collettività e alle trasformazioni ambientali e urbane. A seguire, Paolo Giulierini, etruscologo e direttore museale, interverrà su “Le relazioni tra il museo e la città nell’allestimento dei musei”. Il museo sarà così osservato non come realtà isolata, ma nella relazione con il contesto che lo accoglie: come istituzione capace di interpretare identità e vocazioni di una città e, allo stesso tempo, di aprirsi all’innovazione, all’internazionalizzazione e a nuove forme di conoscenza e scoperta.

Cambiamento climatico e riuso: la Manifattura Tabacchi come laboratorio urbano

Il secondo tavolo porterà il confronto sul terreno delle trasformazioni ambientali e urbane, interrogandosi su come città e patrimonio pubblico possano contribuire all’adattamento al cambiamento climatico e alla costruzione di nuovi modelli di sviluppo. Paola Mercogliano interverrà sul tema “Adattare le città al cambiamento climatico”, mettendo a fuoco una delle sfide con cui amministrazioni e processi di trasformazione urbana sono sempre più chiamati a confrontarsi.

A questa prospettiva si collegherà l’intervento di Fabrizio Tucci che porterà l’attenzione sulla Manifattura Tabacchi di Torino come caso attraverso cui leggere il rapporto tra patrimonio pubblico, strategie urbane e adattamento. A chiudere il tavolo sarà Filippo Salucci sul riuso del patrimonio immobiliare come leva per generare valore: un’occasione per approfondire come recupero e rifunzionalizzazione degli immobili possano restituire nuovi usi agli spazi e, insieme, generare valore urbano, sociale e territoriale. A moderare il workshop sarà Paola Pierotti di PPAN Academy. Il confronto si aprirà infine agli studenti, ai giovani professionisti e ai ricercatori, chiamati a dialogare con i protagonisti dell’incontro sui temi della responsabilità pubblica, della trasformazione urbana e della cura del patrimonio come bene comune.

In copertina: Torino © Serinus

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Francesca Fradelloni
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