Scuola e territorio: il disagio giovanile diventa una questione strutturale nelle città italiane

16-12-2025 Eleonora Longobardi 2 minuti

16-12-2025 Eleonora Longobardi 2 minuti

Scuola e territorio: il disagio giovanile diventa una questione strutturale nelle città italiane

Tra famiglie in difficoltà, dispersione scolastica e mancanza di spazi di aggregazione, la fotografia della povertà educativa richiede interventi mirati e politiche locali

La povertà educativa e il disagio giovanile non sono un’emergenza capillare, ma una condizione strutturale che attraversa le periferie urbane italiane. A dirlo è il Rapporto 2025 “Giovani e periferie”, promosso dall’impresa sociale Con i Bambini e realizzato da Fondazione Openpolis, che restituisce una fotografia sulla povertà educativa minorile.

Il documento, 69 pagine, analizza la condizione di adolescenti e giovani nelle 14 città metropolitane, con dati dettagliati fino al livello subcomunale. Tre elementi emergono con chiarezza: la concentrazione del disagio economico nelle periferie, il legame tra condizioni familiari e percorsi scolastici, la persistenza di forti divari territoriali. In alcune città del Mezzogiorno oltre un quarto dei giovani tra 18 e 24 anni ha lasciato la scuola prima del diploma; in alcune aree urbane la quota di Neet, giovani che non studiano e non lavorano, supera il 30%; la dispersione scolastica implicita resta vicina al 10%.

Tema di grande attualità oggetto di una recente ricerca da parte di Fondazione Asilo Mariuccia insieme all’Università Cattolica e ad Altis Graduate School of Sustainable Management.

Tra i dati rilevanti quello relativo alla condizione economica delle famiglie con figli. Il rapporto utilizza l’indicatore delle famiglie in “potenziale disagio economico”, ovvero nuclei in cui la persona di riferimento ha meno di 65 anni e nessun componente è occupato o pensionato. Nei comuni del Sud i valori risultano più elevati: a Catania l’incidenza è del 6,2%, a Napoli del 6%, a Palermo del 5,8%. Nel quartiere Brancaccio-Ciaculli di Palermo la quota sale al 9,9%, mentre in alcune aree urbane delle città del Centro-Nord d’Italia scende sotto l’1%.

Il rapporto evidenzia però che forti divari emergono anche all’interno delle singole città (tema trattato nel dettaglio anche nell’ambito della Triennale dedicata nell’edizione del 2025 alle Inequalities), dove il disagio economico varia in modo significativo da quartiere a quartiere, soprattutto nei grandi centri urbani.

Un secondo tema rilevante riguarda il legame tra origine sociale ed esiti scolastici. In Italia “il percorso di istruzione tende a riflettere la condizione di partenza”, si legge nel rapporto. Nel 2024, su 100 diplomati dei licei, solo 16 erano figli di operai o lavoratori esecutivi, mentre questi ultimi rappresentano oltre un terzo dei diplomati negli istituti professionali.

L’abbandono scolastico precoce è in calo a livello nazionale, ma resta elevato in alcune città: a Catania riguarda il 26,5% dei giovani tra 18 e 24 anni, a Palermo il 19,8%, a Napoli il 17,6%. Accanto all’abbandono esplicito, il rapporto richiama l’attenzione sulla dispersione scolastica implicita, che riguarda studenti che completano il percorso senza competenze adeguate.


La quota di alunni che arrivano alla fine delle superiori con competenze insufficienti nelle materie di base è nettamente cresciuta durante la pandemia, per assestarsi nell’immediato post-Covid su livelli vicini al 10%


Un terzo nodo riguarda le conseguenze sociali del disagio educativo. La condizione di Neet colpisce in modo diseguale i territori: Catania (35,4%), Palermo (32,4%) e Napoli (29,7%) registrano i valori più alti, mentre Bologna si ferma al 17,3%, Firenze e Genova al 17,7%. Il rapporto collega questi dati all’accesso alle opportunità educative e sociali, come il tempo pieno scolastico e i luoghi di aggregazione. “Una scuola aperta di pomeriggio non è solo didattica” si legge, ma “un presidio sociale sul territorio”, soprattutto nelle periferie dove altri spazi mancano.

È su questo intreccio tra condizioni familiari, scuola e territorio che il rapporto invita a costruire politiche pubbliche mirate, calibrate sui contesti locali, per contrastare un’emergenza radicata come la povertà educativa.

In copertina: © 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Eleonora Longobardi
Articoli Correlati
  • Maranello. M-TECH © studio Labics

    Maranello, Labics vince il concorso per il nuovo polo di formazione

  • Milano © BabyLife Nursery

    Milano come laboratorio urbano per l’infanzia

  • La scuola italiana tra amianto e risparmio energetico: la sfida di una ristrutturazione sostenibile

  • © Iotti+Pavarani

    Cesenatico taglia il nastro della scuola di Iotti+Pavarani