
Stamoto, terzo Reinventing Cities a Bologna: Ravone è fermo, Perotti decolla
Seconda iniziativa targata Demanio per due iniziative inserite nel Piano Città degli immobili pubblici
Rigenerare il patrimonio pubblico dismesso e trasformarlo in luoghi sostenibili, accessibili e integrati nel tessuto urbano, così da rimetterli al servizio della cittadinanza. Da qui parte l’idea del nuovo bando per l’ex caserma Stamoto a Bologna, con il format Reinventing Cities (che l’Agenzia del Demanio sposa ancora una volta). Tema quello delle caserme, oggetto anche di un workshop che si è tenuto prima dell’estate come risorsa economica, culturale e identitaria per i bolognesi.
Per la Stamoto gli operatori avranno tempo fino al 19 ottobre 2026 per presentare concept progettuali in grado di rigenerare il bene e creare opportunità di sviluppo per il territorio. Con la trasformazione di questa caserma prenderà vita uno degli interventi strategici del Piano città degli immobili pubblici di Bologna con l’obiettivo di ricucire spazi periferici, trasformandoli in una nuova centralità urbana, ampliando l’offerta di housing universitario e di residenzialità accessibile.
Come ha sottolineato la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, «il riuso e la rifunzionalizzazione dei cosiddetti vuoti urbani creano spazi pensati per i cittadini, in grado di soddisfare le nuove esigenze abitative e le modalità sostenibili di vivere la città».
Su una superficie complessiva di 128mila metri quadrati, il programma punta a integrare residenze, servizi e aree pubbliche di qualità, valorizzando al contempo gli elementi storico-identitari dell’area e individuando soluzioni avanzate orientate alla neutralità climatica e alla sostenibilità ambientale.
Anche il sindaco Matteo Lepore evidenzia la necessità di intervenire su un’area da tempo separata dalla città e di rispondere alle esigenze espresse dal territorio. «La cornice per la Stamoto è chiara: un grande parco e l’utilizzo dei volumi esistenti soprattutto per dare risposta a bisogni abitativi per le fasce sociali più deboli». L’obiettivo del Demanio è trasformare l’area, oggi abbandonata e da bonificare, in nuovi spazi dedicati alla residenzialità giovanile, alle relazioni sociali e alla cultura. Il percorso di valorizzazione passa ora dal nuovo avviso di manifestazione d’interesse.
La procedura è articolata in due fasi. Nella prima verranno selezionate le proposte in linea con gli obiettivi di Reinventing cities; nella seconda, alla quale accederanno i finalisti, sarà individuato l’operatore economico incaricato della valorizzazione del complesso. Entro 12 mesi si potrà arrivare all’aggiudicazione attraverso un intervento considerato «urgente e necessario» per il territorio.
Alma firmato da un team guidato da Open Project si distingue per un grande parco centrale, che fungerà da polmone verde dell’area per essere il cuore di una trasformazione urbana improntata alla riduzione dei consumi e degli impatti ambientali. Uno spazio multifunzionale che potrà essere allagato e funzionare come punto di raccolta per l’acqua piovana, così da poter alleggerire il sistema fognario e diventare un rifugio climatico d’avanguardia. I legami sociali saranno rafforzati attraverso processi partecipativi promotori di un nuovo modo di vivere Bologna.
In copertina: interno ex caserma Stamoto ©Agenzia del Demanio

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