Demanio, oltre 800 milioni di opere pubbliche assegnate con concorsi

06-07-2026 Paola Pierotti 3 minuti

06-07-2026 Paola Pierotti 3 minuti

Demanio, oltre 800 milioni di opere pubbliche assegnate con concorsi

Dal 2022 al 2026 procedure avviate da Torino a Trani, da Sassari a Rimini. Sfide aperte anche con Reinventing Cities

Dal progetto al cantiere, valorizzando il patrimonio pubblico e investendo nella qualità dell’architettura. È dentro questa traiettoria che l’Agenzia del Demanio racconta a thebrief i dettagli della stagione di concorsi di progettazione: nove procedure avviate tra il 2022 e il 2026, da Nord a Sud, per un valore complessivo di oltre 808,8 milioni di euro di lavori, 40,7 milioni di servizi di ingegneria e architettura e oltre 2 milioni di euro per i premi destinati ai progettisti.


Una mappa che include uffici giudiziari, parchi della giustizia, cittadelle della sicurezza, caserme, sedi istituzionali e poli culturali.


Il dato non fotografa un episodio isolato, ma un cambio di metodo. Il concorso diventa lo strumento con cui riportare la qualità del progetto al centro della trasformazione degli immobili dello Stato, superando la logica della semplice valorizzazione patrimoniale.

Le procedure già aggiudicate riguardano Palazzo Carcano a Trani , il Parco della Giustizia nelle ex caserme Milano e Capozzi a Bari, l’ex STA.VE.CO di Bologna, l’ex Manifattura Tabacchi di Torino, l’ex Caserma Giulio Cesare di Rimini e la nuova caserma del Comando provinciale dei Carabinieri di Siracusa.

La scala economica conferma il peso della strategia. Il Parco della Giustizia di Bari vale oltre 256 milioni di euro di lavori; il nuovo Polo Culturale di Torino supera i 199 milioni; il Parco della Giustizia di Bologna arriva a circa 176 milioni. A Rimini la trasformazione dell’ex Caserma Giulio Cesare in nuova Cittadella della Sicurezza vale più di 56 milioni, mentre Sassari, ancora in fase di pubblicazione, mette in campo 45,8 milioni di lavori e 450mila euro di premi.

La pipeline è già definita. A Oristano, dove il concorso di idee per la nuova sede della Prefettura nel compendio monumentale di piazza G. Manno si è concluso nel 2026, l’incarico per il Pfte e per il progetto esecutivo è in fase di affidamento al vincitore tramite procedura negoziata, con opzione anche per direzione lavori e coordinamento della sicurezza. A Caltanissetta, per il Parco della Sicurezza nell’ex Caserma Enrico Franco, l’aggiudicazione è prevista entro agosto e la contrattualizzazione entro dicembre. A Sassari, il concorso per il nuovo polo giudiziario nell’ex carcere di San Sebastiano dovrebbe andare in pubblicazione ai primi di settembre.

Nella maggior parte dei casi, fatta eccezione per Oristano, le procedure sono concorsi di progettazione in uno o due gradi, o in due fasi. «Al vincitore viene affidato il Pfte, mentre gli eventuali livelli successivi — progettazione definitiva, esecutiva, direzione lavori e coordinamento della sicurezza — sono definiti come opzioni nei disciplinari. In molti casi viene affidato almeno il livello successivo della progettazione. Le procedure di aggiudicazione durano in media circa sei mesi – spiegano dall’Agenzia del Demanio – mentre i tempi di realizzazione cambiano in base alla complessità dei singoli interventi».

Accanto ai concorsi di progettazione, il Demanio ha spostato anche il modello Reinventing Cities, il programma internazionale promosso da C40 per progetti di rigenerazione urbana a forte contenuto ambientale, sociale ed economico. Come primo ente pubblico economico europeo, il Demanio ha aderito al concorso di architettura e design urbano, candidando beni pubblici sottoutilizzati da trasformare anche attraverso partenariati pubblico-privati. I beni coinvolti sono diventati sette in cinque città italiane, con l’ingresso dell’ex Caserma Stamoto a Bologna accanto a ex Caserma Perotti, ex scuola di via Zama a Milano, ex Chimica Arenella a Palermo, ex Casa del Fascio di Settecamini a Roma, Forte Sant’Andrea e Casa Madonna di Nicopeja a Venezia.

I primi esiti sono arrivati a fine 2025. Per il Forte Sant’Andrea di Venezia ha vinto la proposta “deboleFORTE”, con un investimento previsto di circa 8 milioni di euro, concessione trentennale e canone annuo di circa 2.500 euro. Per l’ex Caserma Perotti di Bologna ha vinto “Alma”, con oltre 6 milioni offerti per l’acquisto del compendio e un investimento previsto di circa 80 milioni per un nuovo quartiere di prossimità, con residenze, student housing, servizi locali, spazi comuni, commercio di vicinato, aree sportive e un grande parco centrale.

 

Contestualmente all’investimento sulla Struttura di progettazione dell’Agenzia, società in house con decine di ingegneri e architetti impiegati. cresce quindi l’impegno nella ricerca di progettualità nel mercato. Scelta strategica che in questi ultimi anni non è stata sposata da molte istituzioni. Azione che sarà descritta puntualmente anche nell’ambito del Rapporto annuale 2026 dell’Agenzia del Demanio, “Il patrimonio immobiliare dello Stato. Memoria, identità e infrastruttura di futuro”, in agenda l’8 luglio.

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Paola Pierotti
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