28-10-2026 Luigi Rucco 2 minuti

Biennale Architettura 2027, il Padiglione Italia affidato allo studio (Ab)Normal + April

Con il progetto Temporanea, il gruppo sarà protagonista dell’edizione diretta da Wang Shu e Lu Wenyu, in programma a Venezia dall’8 maggio al 21 novembre 2027

Una proposta che mette al centro la dimensione dell’effimero, la sperimentazione e la capacità dell’architettura di attivare nuove forme di relazione e partecipazione. Su queste premesse si fonda Temporanea, il progetto dello studio (Ab)Normal + April, scelto per curare il Padiglione Italia alla 20. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, in programma dall’8 maggio al 21 novembre 2027, sotto la direzione degli architetti Wang Shu e Lu Wenyu. A firmare il progetto sono Mattia Inselvini, Davide Masserini e Luigi Savio dello studio (Ab)Normal, insieme ad Alessandro Farinella, Monica Moschini e Francesco Maria Tiribelli di April. Sei professionisti che intrecciano architettura, design, moda, ricerca e direzione creativa, chiamati a restituire la pluralità di linguaggi e pratiche che caratterizzano la scena architettonica italiana contemporanea attraverso un approccio interdisciplinare. Il gruppo succede a Guendalina Salimei, che aveva curato il Padiglione Italia nel 2025 con Terrae Aquae. L’Italia e l’intelligenza del mare.


«Affidare il Padiglione Italia della Biennale Architettura 2027 a un gruppo di giovani architetti significa compiere una scelta coraggiosa, una scommessa sul futuro e sulla capacità delle nuove generazioni di interpretare e trasformare il nostro tempo.


È un progetto concepito dai giovani per i giovani, fondato su una visione condivisa e partecipativa dell’architettura, che torna a essere terreno privilegiato di sperimentazione», ha commentato il ministro della Cultura Alessandro Giuli che ha scelto tra i tre progetti finalisti. Una proposta contemporanea, capace di intercettare gli interrogativi, le inquietudini e le aspirazioni del presente.

Non la permanenza dell’opera, ma la sua capacità di attivare processi e relazioni. È questa la prospettiva scelta per rappresentare l’Italia a Venezia. Un’interpretazione dell’architettura che guarda alle pratiche contemporanee, ai linguaggi in trasformazione e alle molteplici forme attraverso cui il progetto interviene nella società. «Insieme ad April, con cui condividiamo questo percorso curatoriale, attraverso Temporanea abbiamo l’opportunità di esplorare un’idea di architettura che non si misura nella durata, ma nella sua capacità di generare esperienze, relazioni e immaginari collettivi. Un’occasione per dare voce a una cultura progettuale italiana tanto diffusa quanto ancora poco raccontata», ha dichiarato lo studio (Ab)Normal dopo la nomina. La temporaneità diventa così una chiave di lettura della professione e delle sue trasformazioni.

La commissione di valutazione, composta da Costantino D’Orazio, Giovanni Francesco Tuzzolino, Lorenza Baroncelli, Paolo Desideri e Fabio Novembre, ha riconosciuto nella proposta un dispositivo espositivo dinamico, capace di rappresentare le diverse declinazioni del mestiere dell’architetto e di interpretare aspetti della produzione creativa italiana. «La proposta affronta il tema della temporaneità attraverso una chiave di lettura originale e attuale, traducendolo in un dispositivo dinamico e in continua trasformazione. L’allestimento si configura come una macchina scenica composta da elementi differenti che, nel loro insieme, costruiscono una visione coerente del progetto», si legge nel giudizio della commissione, che sottolinea anche la capacità di raccontare una professione chiamata a operare in contesti ormai mutevoli e attraverso forme progettuali diverse.

La nomina arriva al termine dell’avviso pubblico a due fasi promosso dalla Direzione generale creatività contemporanea del ministero della Cultura. Dieci i dossier ammessi alla seconda fase e tre le proposte finaliste sottoposte al ministro: Italian Resonances di Stefano Boeri, Temporanea di (Ab)Normal + April e Il nuovo nell’antico. Italia laboratorio d’Europa di Paolo Zermani. «Il ministero della Cultura conferma una delle strategie su cui si sta impegnando la Direzione generale creatività contemporanea: la creazione di opportunità e piattaforme per la promozione a livello internazionale delle migliori esperienze creative, ponendo particolare attenzione a quelle più innovative», ha spiegato Costantino D’Orazio, direttore generale creatività contemporanea e commissario del Padiglione Italia.

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Luigi Rucco
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