A Bolzano il nuovo polo provinciale per la conservazione dei beni culturali

24-02-2026 Luigi Rucco 3 minuti

24-02-2026 Luigi Rucco 3 minuti

A Bolzano il nuovo polo provinciale per la conservazione dei beni culturali

Il Museum Depot sarà progettato da Peter Pichler Architecture: investimento da 85,56 milioni in PPP per riunire numerose collezioni e aprirle al pubblico.

La Provincia autonoma di Bolzano compie un passo strategico per la tutela, la valorizzazione e la sicurezza del proprio patrimonio culturale con la realizzazione di un polo provinciale unico dedicato alla conservazione, al restauro e alla ricerca sulle opere d’arte. Il progetto Museum Depot nasce dall’esigenza di superare l’attuale frammentazione dei depositi, spesso distribuiti in sedi in affitto e non sempre adeguate dal punto di vista conservativo. La nuova struttura sorgerà a Egna (in tedesco Neumarkt), in Alto Adige, a sud della città di Bolzano, e sarà progettata dallo studio Peter Pichler Architecture, studio molto attivo nel territorio altoatesino e non solo.


Il centro ridefinisce il modello tradizionale di deposito museale, ampliando le capacità di conservazione e introducendo una maggiore accessibilità al pubblico. Una volta completato, riunirà collezioni oggi custodite in spazi non idonei, garantendone una tutela adeguata e rafforzandone il valore come beni culturali


Non solo luogo di conservazione ma anche centro di restauro, collezione e ricerca. Accanto ai depositi specializzati, saranno realizzati spazi espositivi accessibili alla cittadinanza, una sala convegni e ambienti destinati a musei, istituzioni culturali e professionisti del settore, configurando il complesso come un vero hub culturale territoriale.

L’investimento complessivo ammonta a 85,56 milioni di euro e sarà realizzato attraverso un partenariato pubblico-privato (PPP).


Il contributo pubblico previsto è pari a 41,9 milioni di euro, mentre la Provincia corrisponderà un canone annuo di utilizzo di 6,7 milioni per 17 anni, al termine dei quali la struttura entrerà gratuitamente nel patrimonio pubblico


Il ricorso al PPP consentirà un risparmio stimato di circa 15 milioni di euro e garantirà certezza sui costi di gestione, consumi e manutenzione lungo l’intera durata contrattuale.

«Vogliamo creare un luogo vivo – ha spiegato l’assessore provinciale alle Opere pubbliche Christian Bianchi – non un semplice deposito, ma uno spazio aperto, dove la cittadinanza possa conoscere e vedere opere che oggi restano invisibili e dove musei, istituzioni culturali e professionisti possano lavorare in condizioni adeguate. È un investimento nel futuro che tutela il nostro patrimonio, rafforza il sistema culturale provinciale e restituisce alla comunità un bene pubblico moderno, sicuro e duraturo».

Oltre alla dimensione conservativa, il nuovo polo culturale avrà un impatto territoriale rilevante, contribuendo allo sviluppo della Bassa Atesina come sistema museale diffuso e rafforzando l’attrattività culturale dell’area. Per l’assessore provinciale ai Beni culturali, Philipp Achammer, il termine deposito è assolutamente riduttivo: «C’era la necessità di riunire in un unico polo numerose collezioni attualmente distribuite, purtroppo, in molti spazi diversi, spesso non nelle condizioni ideali di conservazione. Grazie a una struttura centrale come questa sarà possibile non solo conservare, ma anche rendere accessibili alla popolazione oltre un milione di oggetti: dalle splendide opere d’arte delle collezioni Unterberger, Eccel Kreuzer e del Museion, a quelle dei Musei provinciali, fino ai reperti archeologici e alle raccolte fotografiche e cinematografiche. Un vero tesoro culturale che renderà il deposito di Egna molto più di un semplice deposito», ha aggiunto Achammer.

Il progetto si svilupperà attorno a una corte centrale per massimizzare l’apporto di luce naturale e offrire ai dipendenti accesso diretto a uno spazio verde durante le pause. Le aree di deposito ed esposizione sono collocate al di sotto del piano terreno per garantire condizioni stabili di temperatura e umidità, essenziali per la conservazione a lungo termine dei reperti archeologici e degli artefatti storici. Il tetto verde rialzato diventa un’estensione del paesaggio, favorendo continuità e un dialogo fluido tra architettura e ambiente naturale, creando un foyer accogliente e trasparente per i visitatori. All’ingresso del foyer principale, i visitatori sono accolti da una scala a spirale scultorea che collega l’area espositiva sotterranea con il piano terra e il primo piano.

In copertina © Peter Pichler – Architecture Museum Depot

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Luigi Rucco
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