Dalla manutenzione reattiva a quella predittiva: l’Italia accelera sulle smart infrastructure
Dalla manutenzione reattiva a quella predittiva: l’Italia accelera sulle smart infrastructure
La fotografia è scattata dal Centro Studi Tim. I protagonisti? Sensori, AI e 5G
Passare dalla manutenzione reattiva, ossia da interventi effettuati sulla base delle necessità contingenti, a quella predittiva in grado di anticipare gli eventi con un impatto importante in termini di riduzione dei costi e dei rischi nonché di durata delle opere infrastrutturali. Il tutto facendo leva su sensori, tecnologie IoT, 5G, intelligenza artificiale e piattaforme cloud. È questa la via maestra secondo quanto emerso dal rapporto Smart Infrastructure, a cura del Centro Studi Tim in collaborazione con l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e Comtel Innovation. Nel corposo documento da oltre 130 pagine nero su bianco l’evoluzione dello scenario e soprattutto una rassegna delle tecnologie e delle metodologie che meglio incarcano il paradigma “smart” applicato alle infrastrutture civili (dai ponti ai viadotti, dalle strade alle gallerie) nonché a quelle elettriche e idriche con un excursus sul cammino nazionale ed europeo e i benefici attesi sul fronte economico e ambientale.
Monitoraggio intelligente, l’Italia in pole position
Il monitoraggio intelligente – stima il Centro Studi – è destinato a crescere a livelli record e soprattutto si assisterà a una progressiva transizione dall’hardware al software e ai servizi digitali, con una forte spinta verso l’adozione di soluzioni wireless e integrate. Di qui al 2029, lo smart monitoring di reti elettriche, idriche e infrastrutture civili registrerà una crescita fra il 10% e il 15% annuo, raggiungendo oltre 100 miliardi di euro a livello mondiale e circa 27 miliardi in Europa entro il 2029. E in Italia la crescita sarà fra le più alte in Europa in particolare per quel che riguarda il settore elettrico e quello delle infrastrutture civili destinati rispettivamente a un’impennata del 15% e del 9% grazie all’adozione delle applicazioni di Structural Health Monitoring (Shm), di Energy Management System (Ems) e di Smart Water Management (Swm).
La manutenzione continua abbatte la burocrazia
Investire in manutenzione intelligente accelera dunque i benefici sul Pil, migliorando sicurezza e sostenibilità e generando vantaggi duraturi per l’economia e l’ambiente – la digitalizzazione può abbattere fino al 30% delle emissioni di anidride carbonica durante il ciclo di vita delle infrastrutture civili. Un circolo virtuoso a 360 gradi considerando inoltre che il monitoraggio infrastrutturale “consente di investire sulla manutenzione continua delle opere invece che in nuove, attraverso interventi più piccoli, meno complessi e i cui tempi di realizzazione più ridotti consentono un’attivazione rapida dei fattori produttivi privati, incluso il lavoro”. Per non parlare degli impatti sulle tempistiche: “la velocità di realizzazione è legata a iter autorizzativi più brevi rispetto a quelli richiesti per le nuove opere, che per la loro realizzazione possono interrompere la fruibilità di quelle esistenti e generare quindi esternalità negative”.
Una questione non da poco se si considera – come evidenziato nel report – che l’Italia pur avendo fortemente beneficiato dei fondi europei attivando fra l’altro piani ambiziosi per la trasformazione digitale e green non ha saputo cogliere appieno le opportunità poiché “la realizzazione delle opere è spesso rallentata da burocrazia e complessità amministrative”
Infrastrutture elettriche e idriche, meno sprechi e meno costi
Sul fronte delle infrastrutture elettriche i benefici complessivi stimati ammontano a circa 530 milioni di euro anno in termini di riduzione delle perdite tecniche e gestione dei picchi, cui si aggiungono circa 140 milioni di risparmio annuo indotto da un uso virtuoso dell’energia da parte dei consumatori grazie ai contatori intelligenti. E nel settore idrico i benefici attesi sono addirittura al rialzo: le perdite d’acqua in Italia sono all’incirca il 42% a livello nazionale, con punte superiori al 55% nel Mezzogiorno, fenomeno aggravato dall’obsolescenza delle reti (il 60% ha oltre trent’anni di vita e di queste un quarto avrebbe più di 70 anni). Al contempo il nostro Paese è al primo posto in Europa per volumi assoluti di acqua prelevata per uso potabile. “Un primo passo consiste nell’installazione di smart meters, che nel 2023 risultavano circa il 17% del totale. Questa operazione, insieme all’adozione di sistemi di monitoraggio avanzati, può consentire un risparmio derivante dalla riduzione delle perdite di circa 2,6 miliardi al 2030, circa 10,4 miliardi nell’arco temporale 2026-2030”.
La challenge di Tim, ecco le aziende premiate
La presentazione del rapporto ha fatto il paio con la premiazione dei vincitori della Tim Smart Infrastructure Challenge, iniziativa di open Innovation a cui hanno partecipato oltre 100 startup, scaleup e aziende. Sul podio CAEmate, con una piattaforma che integra digital twin, dati in real time dei sensori IoT e AI predittiva per la manutenzione preventiva delle infrastrutture.
E sono stati assegnati tutta una serie di riconoscimenti dai partner del progetto:
- PipeIn ha vinto il premio Arduino per i sensori avanzati e AI per l’ispezione predittiva di tubature e infrastrutture nascoste;
- Hermes Bay è stata premiata da Cyber 4.0 per le soluzioni avanzate di sicurezza digitale che uniscono intelligenza strategica, cyber-security e piattaforme SaaS su misura;
- GiPStech la vincitrice del premio eFM con una tecnologia di localizzazione indoor scalabile basata sul campo geomagnetico dello smartphone;
- Xplora, premiata da Intesa Sanpaolo Innovation Center per l’utilizzo di sensor fusion e AI per creare mappe 3D affidabili per gli scavi nel sottosuolo;
- Tokbo, riconosciuta dagli Osservatori 5G & Connected Digital Industry e Internet of Things del Politecnico di Milano, per l’innovazione nel monitoraggio predittivo IoT tramite bulloni sensorizzati;
- Titan4 premiata da Socotec Italia con una piattaforma AI-powered per facilitare la manutenzione predittiva attraverso dati satellitari e sensori;
- Entopy premiata da 28Digital con una piattaforma di decision intelligence basata su digital twin e AI per interpretare dati complessi.
In copertina: © Adobe Stock

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