Il rilancio delle Vele di Calatrava. Riaperta l’area dell’ex Città dello Sport
Investimento pubblico da 80 milioni, dopo il Giubileo dei Giovani la partnership con i privati
Dopo anni di abbandono, riapre l’area di quella che doveva essere la Città dello Sport di Tor Vergata. A più di quindici anni dal blocco dei lavori, le iconiche Vele di Calatrava tornano “ad illuminarsi” grazie a un investimento di 80 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’Agenzia del Demanio, e dalla struttura commissariale per il Giubileo.
Nata con l’ambizione di ospitare i Mondiali di nuoto del 2009, l’opera si era arenata al 35% di realizzazione già nel 2011, trasformandosi rapidamente in un simbolo di degrado e incompiutezza.
Ora, inserita tra le grandi opere strategiche in vista del Giubileo 2025, la Vela diventa l’icona di un programma potenziale di rigenerazione urbana del quadrante est di Roma, da concretizzarsi in alleanza con i privati ed entro l’estate è attesa la gara
L’area, che si estende per oltre 48 ettari, è stata riconsegnata alla città il 7 luglio con una cerimonia ufficiale alla presenza del sottosegretario Alfredo Mantovano, del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, del viceministro dell’Economia Maurizio Leo, del direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del sindaco di Roma e commissario straordinario per il Giubileo Roberto Gualtieri e del monsignor Graziano Borgonovo, sottosegretario del Dicastero per l’Evangelizzazione.
Il taglio del nastro è stato seguito dall’illuminazione scenografica della Vela, la grande struttura in acciaio alta 75 metri e dal peso di oltre 6.800 tonnellate, firmata dall’architetto Santiago Calatrava. Proprio il progetto di luce, la cui prima accensione è avvenuta in contemporanea con l’apertura della Porta Santa, ha ricevuto il primo premio al concorso internazionale Darc Awards 2025.
«Stasera restituiamo alla città un bene che era destinato a essere un “non luogo” e che torna a vivere con importanti potenzialità economiche, sociali, sportive, culturali», ha dichiarato Mantovano. Mentre per il viceministro Leo «Questo primo passo permetterà di avviare un più ampio sviluppo del sito dell’area, di attrarre investimenti privati in una visione condivisa con gli enti interessati, per valorizzare asset pubblici e restituire centralità a un territorio, che da oggi può accogliere una grande opportunità per Roma e per il Paese».
I lavori hanno riguardato il consolidamento delle strutture portanti. Come sottolineato dal direttore dal Verme: «sono state rigenerate con le più innovative tecnologie e materiali le strutture preesistenti, ed è stata realizzata una prima rifunzionalizzazione del Palasport, come arena scoperta per ospitare 8mila persone a sedere». Completati anche viabilità interna, sottoservizi, parcheggi e impianti ad alta efficienza. Sono stati piantati 460 alberi, 600 siepi e oltre 6mila arbusti, con una riduzione stimata di anidride carbonica pari a 45 tonnellate in 20 anni e 65 in 30 anni.
Per anni ignorata persino dai censimenti ufficiali delle incompiute italiane, la Città dello Sport torna ora al centro delle strategie urbanistiche di Roma grazie al cosiddetto “Metodo Giubileo” , che ha permesso di coordinare le istituzioni in tempi stretti. In pista in prima linea l’Agenzia del Demanio.
«Consegniamo nei tempi un’altra grande opera giubilare, dimostrando che con metodo, abnegazione e collaborazione a Roma le cose si possono fare, e si possono fare bene», ha dichiarato Gualtieri
L’infrastruttura ospiterà le attività logistiche del Giubileo dei Giovani, in agenda a fine luglio, ma guarda già oltre: il sito sarà destinato in futuro a progetti legati a formazione, tecnologia, salute e sport, anche grazie alla possibilità di attivare partenariati pubblico-privati previsti dal Decreto Giubileo.
Le Vele, da simbolo di fallimento, a emblema di rilancio. A partire da un proficuo partenariato pubblico pubblico e contando ora su usi transitori e poi su iniziative di operatori economici internazionali. Da opera monumentale rimasta una cattedrale nel deserto, a volano di riqualificazione della città metropolitana.
In copertina: © Agenzia del Demanio


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