Piano Clima Roma, Zanchini: «Il 50% del fabbisogno elettrico grazie al fotovoltaico sui tetti»

30-10-2025 Mila Fiordalisi 3 minuti

30-10-2025 Mila Fiordalisi 3 minuti

Piano Clima Roma, Zanchini: «Il 50% del fabbisogno elettrico grazie al fotovoltaico sui tetti»

Il direttore dell’Ufficio clima del Comune accende i riflettori sull’uso delle rinnovabili: «Risparmio per 600 milioni l’anno e forte abbattimento delle emissioni»

La città di Roma spinge l’acceleratore sul Piano Clima. Dall’efficientamento energetico alla mobilità sostenibile, passando per reti elettriche, energie rinnovabili, decarbonizzazione, economia circolare dei rifiuti e forestazione urbana: questi i sette ambiti su cui fa leva una complessa strategia che passa attraverso ingenti investimenti, di cui 16 miliardi fra opere già realizzate e programmate.  Sette ambiti sui quali, del resto, si stanno misurando tutte le grandi città  europee e non, come è emerso dall’edizione Sustainable places 2025 (SP25), che quest’anno è andata in scena a Milano, dall’8 al 10 ottobre.

«Con il Piano Clima completiamo un lavoro straordinario iniziato due anni fa, che unisce politiche, strategie e risorse per costruire una città più sostenibile, inclusiva e innovativa», ha dichiarato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in occasione della presentazione, nei giorni scorsi in Campidoglio, della certificazione di Climate City Contract, il “marchio” con cui la Commissione europea ha riconosciuto la qualità e la coerenza del piano verso la neutralità climatica (a maggio 2022 Roma è stata selezionata tra le città della mission Climate-Neutral and Smart Cities by 2030 per abbattere le emissioni di gas serra del 55% entro la fine del decennio per poi arrivare alla neutralità climatica entro il 2050).  Non solo sostenibilità climatica: il sindaco, la scorsa settimana, ha presentato il progetto (Ri)conoscere Roma per una nuova mappa di “sostenibilità urbanistica”.


«Dopo l’approvazione, lo scorso gennaio, della Strategia di adattamento climatico di Roma Capitale – spiega Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio clima del Comune – ora l’obiettivo è accedere al supporto tecnico e finanziario della Commissione europea e della Banca europea per gli investimenti (Bei) insieme con agli 80 stakeholder coinvolti nel Piano».


Gli 80 stakeholder coinvolti includono attori economici, sociali e istituzionali tra enti pubblici, imprese private, società partecipate dal Comune e dallo Stato, fondazioni, enti di ricerca e università, associazioni del terzo settore.

Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio clima del Comune di Roma ©Ansa_Fabio Frustaci

Direttore Zanchini, quali sono le priorità del piano?

Edilizia e trasporti sono i maggiori ambiti di azione considerato che il 60% delle emissioni fa capo all’edilizia e il 34% ai trasporti – la restante parte è suddivisa rifiuti con il 5%, processi industriali e agricoli. Dal 2023 la curva delle emissioni è in costante ribasso ma bisogna accelerare. Per quel che riguarda l’edilizia in particolare a gennaio 2026 presenteremo uno studio elaborato con Enea per mappare nel dettaglio gli interventi e quantificare la spesa. C’è un dato interessante emerso già dalle nostre rilevazioni: se si installassero impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici di Roma, al netto di quelli nel centro storiche e nelle aree vincolate, si garantirebbe il 50% del fabbisogno elettrico e un risparmio di 600 milioni di euro l’anno sulla bolletta energetica. I prezzi degli impianti e delle tecnologie si sono nettamente abbattuti, quindi parliamo di una prospettiva più che concreta. Il tutto con un contributo sostanziale sul fronte dell’abbattimento delle emissioni nocive. E con il Climate City Contract è stato dimostrato che Roma ha le potenzialità per arrivare a una riduzione pari all’86% rispetto al 2003.

Come si articolerà la roadmap dei lavori?

Abbiamo posto le basi e abbiamo già programmato una serie di azioni per il 2026. Puntiamo a spingere sull’accesso ai fondi attraverso tavoli specifici sui progetti europei, in particolare Horizon, e un tavolo ad hoc con la Bei per il piano per l’edilizia. E prevediamo anche un tavolo sul green procurement, altro tassello importante della strategia per favorire l’impiantistica green anche, e soprattutto, tenendo conto degli obiettivi sul fronte dell’ammodernamento della rete elettrica per sostenere l’adozione della mobilità green. Il Comune ha il compito di realizzare le infrastrutture di contesto. Abbiamo iniziato a fare incontri con le municipalizzate e sono in programma incontri anche con le imprese per capire di cosa hanno bisogno e quindi attivare il supporto tecnico e finanziario insieme con la Bei.

A proposito di trasporti, quali sono i progetti principali?

È molto importante agire sulla rete elettrica per due ragioni: sostenere la mobilità elettrica spingendo sulla disponibilità delle colonnine di ricarica ed anche per evitare blackout dovuti all’aumento della domanda di elettricità. Ma proprio per i trasporti serviranno ingenti investimenti. Per la realizzazione degli interventi sulla mobilità previsti dal il Piano urbano per la mobilità sostenibile e non finanziati – realizzazione della linea D della metropolitana, dei prolungamenti delle linee A e B, di ulteriori sette linee di tram e adeguamenti delle linee esistenti – è stimato un fabbisogno di circa 15 miliardi di euro di investimenti da programmare nei prossimi anni. A queste risorse vanno aggiunte quelle, stimabili in circa 150 milioni di euro l’anno che passano per il Fondo nazionale trasporti, per rafforzare il servizio di trasporto pubblico in modo da aumentare la frequenza di metropolitane, autobus e tram in circolazione.

In copertina: Roma ©Adobe Stock

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mila Fiordalisi
Articoli Correlati
  • Quando l’AI incontra il Demanio: la nuova frontiera della tutela del patrimonio pubblico

  • Ecco l’Agenda Ue per le città: più investimenti e meno burocrazia

  • Cultura

    Cultura come infrastruttura: rigenera la città e genera benessere

  • Brescia chiama Europa: l’Agenda Urbana 2050 laboratorio condiviso per 7 città di Eurocities