Servizi di ingegneria e architettura: nei primi tre mesi del 2025 dimezzate le somme a base d’asta

12-06-2025 Giulia Fuselli 2 minuti

12-06-2025 Giulia Fuselli 2 minuti

Servizi di ingegneria e architettura: nei primi tre mesi del 2025 dimezzate le somme a base d’asta

Il Centro studi del Cni fotografa la crisi del settore. In difficoltà soprattutto i liberi professionisti

Nel primo quadrimestre del 2025 il mercato dei servizi di ingegneria e architettura in Italia ha subito una brusca frenata. A certificarlo è l’ultimo rapporto del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), che fotografa una flessione del 46% (159,4 milioni di euro) negli importi a base d’asta rispetto allo stesso periodo del 2024 per le gare di progettazione e gli altri servizi, pari a 136 milioni di euro in meno. Dopo anni di spinta grazie agli investimenti del Pnrr e agli incentivi per l’edilizia, il settore si trova ora a fare i conti con un ridimensionamento.

«Siamo davanti a uno scenario nuovo, che desta forte preoccupazione – commenta Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni –. Il mercato sta rientrando in un alveo più ordinario, ma non per questo meno fragile».

Secondo Marco Ghionna, presidente del Centro Studi Cni, il calo era prevedibile: «Abbiamo osservato già nel 2024 i primi segnali di un rallentamento, via via più evidente, dell’effetto espansivo del Pnrr. Ora quel trend si è concretizzato, e rischia di mettere in seria difficoltà i liberi professionisti, soprattutto in quelle fasce di importo superiori ai 140mila euro, dove il potere contrattuale si riduce drasticamente».

Il ridimensionamento non ha lo stesso impatto su tutto il comparto dell’ingegneria. Le società continuano a dominare il mercato, aggiudicandosi l’87,6% degli importi, mentre i liberi professionisti vedono ridursi drasticamente la loro quota: solo il 2,9% degli importi totali e appena il 20% delle gare senza esecuzione sono stati aggiudicati a professionisti singoli, percentuali dimezzate rispetto allo scorso anno.

Unica zona franca per i professionisti autonomi restano le gare con base d’asta al di sotto dei 140mila euro, dove riescono ancora a imporsi, aggiudicandosi il 60% delle procedure e oltre il 50% degli importi. Tuttavia, con l’aumentare dell’importo base d’asta, la loro presenza si affievolisce: appena 1,2% degli importi e 3,6% delle gare oltre i 215mila euro.

Tuttavia, aggiunge Ghionna «l’effetto dell’Equo compenso riesce a ridurre i ribassi massimi di circa 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente e la media dei ribassi si attesta attorno il 22,5, che sono dati accettabili».

Nel primo quadrimestre del 2025 si registra anche un cambiamento nella composizione delle gare: cala al 28,8% la quota riservata ai servizi di ingegneria “tipici”, mentre aumentano (fino al 65,2%) le gare con esecuzione, grazie agli appalti integrati.

Per il Consiglio nazionale è tempo di rimettere al centro la valorizzazione del lavoro degli ingegneri, con istanze chiave come quella per l’equo compenso e il riconoscimento delle competenze. «Il lavoro del progettista – conclude Perrini – comporta responsabilità che non possono essere svilite. È su questo che si deve costruire il futuro del settore».

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Giulia Fuselli
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