Stadi italiani verso Euro 2032, la partita si gioca anche sul progetto
Da Populous ad Archea, da Arup a Sportium: gli studi al centro della corsa per adeguare gli impianti
L’Italia ospiterà insieme alla Turchia gli Europei di calcio del 2032, ma la vera partita si gioca già oggi: non solo nelle sedi istituzionali, tra iter autorizzativi, commissariamenti e scadenze Uefa, ma soprattutto sul piano del progetto. Entro ottobre 2026 la Uefa chiede ai due Paesi di indicare i dieci impianti definitivi, cinque per ciascuna nazione, e la Figc ha avviato il confronto con le città candidate per preparare la selezione finale.
Il tema non è più soltanto aggiornare vecchi stadi, ma ripensare infrastrutture complesse, capaci di funzionare oltre il calendario sportivo. Arena, spazio pubblico, hospitality, mobilità, sicurezza, sostenibilità, servizi e rigenerazione urbana diventano parti dello stesso progetto. In questo scenario, gli studi di architettura e ingegneria sono chiamati a misurarsi con un doppio vincolo: rispettare standard internazionali sempre più stringenti e intervenire su impianti spesso storici, stratificati, inseriti in quartieri consolidati.
La Capitale è oggi il laboratorio più visibile di questa trasformazione. A Pietralata, il nuovo stadio dell’AS Roma, firmato da un team guidato da Populous, ha superato a marzo 2026 un passaggio decisivo con l’approvazione in Assemblea Capitolina del progetto di fattibilità tecnica ed economica, confermando il pubblico interesse dell’intervento. L’impianto è pensato non solo come nuova casa del club, ma come dispositivo urbano capace di riqualificare un intero quadrante della città, con un parco di dieci ettari e spazi da vivere anche nei giorni senza partite.
Sempre nella Capitale, la S.S. Lazio ha depositato il progetto per il nuovo Stadio Flaminio, affidato ad Archea Associati, che nel 2023 aveva progettato il Viola Park, nuovo centro sportivo della Fiorentina a Bagno a Ripoli. Il progetto punta a rinnovare e ampliare la struttura, con una nuova copertura e una capienza di poco superiore ai 50mila posti, dentro un investimento complessivo stimato intorno ai 480 milioni di euro. A fine maggio 2026 è previsto l’avvio della conferenza dei servizi preliminare.
Se Populous e Archea presidiano i due progetti romani, Arup è il nome che più chiaramente racconta la complessità del rapporto tra stadio, patrimonio e città storica. A Firenze lo studio si è aggiudicato il concorso internazionale per il restyling dello stadio Artemio Franchi e per il masterplan dell’area di Campo di Marte, in collaborazione con Mario Cucinella Architects e altri consulenti. Il progetto nasceva con una visione urbana ampia, capace di tenere insieme l’impianto di Pier Luigi Nervi e la trasformazione dello spazio pubblico circostante. Negli anni successivi, però, l’intervento si è progressivamente concentrato sulle opere essenziali per lo stadio, tra aumento dei costi, ridefinizione del cronoprogramma e necessità di rispettare le scadenze europee.
Arup torna anche nella partita di Verona, dove Hellas ha affidato a Gensler la progettazione architettonica del nuovo Bentegodi. Lo studio internazionale lavorerà insieme a Sportium e, appunto, Arup, con Colliers nel ruolo di project manager. L’obiettivo dichiarato è realizzare una struttura moderna e multifunzionale, non limitata al calcio ma aperta a eventi e attività legate al territorio. Arup, Gensler e Sportium fanno parte anche del team di consulenza e progettazione che collabora allo sviluppo del Bosco dello Sport, il nuovo polo multifunzionale progettato a Tessera (Venezia), nei pressi dell’aeroporto Marco Polo.
Sportium, gruppo Progetto Cmr, è invece al centro del dossier Cagliari, uno dei più avanzati nella corsa verso Euro 2032. Il nuovo impianto sorgerà nell’area dell’ex Sant’Elia, accanto all’attuale Unipol Domus, e si propone come smart arena integrata nel contesto urbano e ambientale. A dicembre 2025 il Cagliari Calcio ha depositato il piano economico-finanziario del progetto definitivo aggiornato, passaggio chiave per avvicinare l’operazione alla gara pubblica internazionale.
La selezione finale delle sedi dirà quali progetti riusciranno a trasformarsi in cantieri. Ma una cosa è già evidente: Euro 2032 non sarà soltanto una competizione tra città candidate. Sarà anche un banco di prova per capire se l’Italia saprà usare l’urgenza sportiva come leva per costruire impianti più aperti, più efficienti e più urbani.
Arup, Gensler e Sportium fanno parte anche del team di consulenza e progettazione che collabora allo sviluppo del Bosco dello Sport, il nuovo polo multifunzionale progettato a Tessera (Venezia), nei pressi dell’aeroporto Marco Polo. L’ideazione generale e il masterplan dell’intervento sono stati curati dallo studio Marazzi Architetti.
In copertina: Stadio Artemia Franchi – © Fondazione CR Firenze

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