Da convento a infrastruttura sociale: a Piacenza parte la nuova vita di Santa Chiara

10-07-2026 Chiara Bernardi 3 minuti

10-07-2026 Chiara Bernardi 3 minuti

Da convento a infrastruttura sociale: a Piacenza parte la nuova vita di Santa Chiara

Posata la prima pietra dell’intervento da 30 milioni firmato Stefano Boeri Interiors. Circa 330 posti tra studentato, social housing e servizi socioassistenziali.

Piacenza avvia il cantiere per la riconversione dell’ex convento di Santa Chiara. Il 6 luglio 2026 è stata posata la prima pietra dell’intervento firmato da Stefano Boeri Interiors, chiamato a trasformare il complesso storico sullo Stradone Farnese in un polo ibrido per abitare temporaneo, inclusione e servizi. Il valore complessivo dell’operazione è di circa 30 milioni di euro. L’intervento è attuato dal fondo iGeneration – che ha già finanziato interventi di student housing a Firenze e Napoli – promosso e gestito da Investire sgr, partecipato da Cdp real asset, Fondo europeo degli investimenti, Fondazione di Piacenza e Vigevano, casse di previdenza e istituti bancari, con il supporto di un mutuo concesso da Banca di Piacenza.

Da monastero francescano nell’XI secolo a luogo di accoglienza per religiose e donne in difficoltà nell’Ottocento, fino all’arrivo dei Padri Saveriani nel secolo scorso: il complesso di Santa Chiara ha attraversato molte vite prima di prepararsi a una nuova funzione urbana. Con il nuovo progetto questo patrimonio storico sarà trasformato in una residenza per studenti universitari, contribuendo a rispondere alla carenza di posti letto in città e restituendo alla comunità un luogo carico di memoria.

«L’intervento di Santa Chiara testimonia come la rigenerazione urbana possa diventare un potente motore di crescita, inclusione e valorizzazione dei territori. Il progetto integra accoglienza universitaria, servizi per le persone più vulnerabili e recupero di un bene storico di grande valore per la comunità piacentina», ha dichiarato Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cdp.


Il progetto nasce su impulso della Fondazione di Piacenza e Vigevano e riguarda un compendio di circa 12mila metri quadrati di superficie, di cui 8.500 di area verde. Le volumetrie storiche saranno restaurate e rifunzionalizzate per ospitare una nuova residenza universitaria,


affidata alla gestione di Relife, operatore specializzato nello student housing con due strutture attive a Torino. Accanto alla struttura, l’intervento prevede la realizzazione di un nuovo centro socio-riabilitativo residenziale rivolto a persone fragili e con disabilità, che sarà gestito dalla cooperativa sociale Unicoop.

Nel complesso saranno circa 300 i posti disponibili tra studentato, social housing e servizi socioassistenziali. La residenza universitaria, il centro socio-riabilitativo, gli spazi aperti, il chiostro, i cortili e i giardini pensili costruiscono un complesso urbano misto, pensato per tenere insieme abitare, cura e vita collettiva. Il recupero degli edifici esistenti avverrà nel rispetto delle caratteristiche storico-architettoniche originarie e in accordo con la soprintendenza, valorizzando portici, chiostri e percorsi coperti.

«L’integrazione con la dimensione inclusiva del sostegno alle persone più vulnerabili – commenta la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi – fa di questo intervento di rigenerazione urbana un modello di innovazione sociale per il quale ringrazio la Fondazione di Piacenza e Vigevano e tutti i partner che hanno creduto in questo progetto così importante per il futuro del nostro territorio».

Una delle prime opere avviate è l’Arena Santa Chiara, auditorium a cielo aperto da circa 200 posti, progettato come spazio culturale per spettacoli, incontri pubblici, concerti e attività della Fondazione di Piacenza e Vigevano. L’arena nasce dal recupero delle preesistenze storiche rinvenute nell’area e si articola in gradonate, area scenica e spazi di supporto per backstage e servizi tecnici. In questo caso la rigenerazione assume anche una funzione pubblica: non solo nuovi posti letto e servizi, ma uno spazio aperto alla programmazione culturale della città.

«L’Arena Santa Chiara vuole essere il nuovo punto di incontro e congiunzione tra memoria storica, ricerca e innovazione, prospettive e diversità, generando quindi uno spazio vivo, aperto e capace di accogliere nuove forme di partecipazione, culturale e sociale», ha spiegato Giorgio Donà, founding partner e director di Stefano Boeri Interiors. «Il progetto diventa modello attivatore di un inedito e perpetuo dialogo tra le tracce storiche riscoperte e il bisogno, sempre più in evoluzione, di costruire nuove identità. L’Arena Santa Chiara è un luogo flessibile, pensato per adattarsi a molteplici domande, che vuole restituire alla città un ambiente inclusivo, dedicato all’incontro, alla cultura e alla condivisione».

In copertina: © Stefano Boeri Interiors

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Chiara Bernardi
Articoli Correlati
  • Al Comune di Milano case e terreni demaniali ceduti in passato ai fondi immobiliari

  • Stadio Ferraris, Genova conferma l’interesse pubblico: obiettivo lavori conclusi entro il 2031

  • Stadi moderni per Euro 2032: lo sblocco di Pietralata e la svolta per San Siro

  • Demanio

    Patrimonio pubblico, al via la gara del Demanio per gli accordi quadro di servizi di ingegneria e architettura