Data center, via libera dalla Camera: semplificazioni per attrarre investimenti
Iter più rapidi e maggiore chiarezza regolatoria per rafforzare la competitività digitale
Il 23 febbraio 2026 la Camera dei deputati ha approvato la legge Delega al Governo per l’organizzazione, la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento dei centri di elaborazione dati, i cosiddetti data center. “Si tratta di infrastrutture fisiche con apparati e sistemi utili per la creazione, l’esecuzione e la fornitura di applicazioni e servizi digitali, nonché per l’archiviazione e la gestione di dati informatici. Tali strutture sono essenziali, ad esempio, per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, l’accesso ai servizi comunali online e al fascicolo sanitario elettronico, l’utilizzo di social network, piattaforme di commercio elettronico e siti internet”, apre così il testo pubblicato dalla Camera. Il disegno di legge passerà quindi all’esame del Senato e, qualora fosse approvato, consentirà al Governo di adottare entro sei mesi, dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la disciplina dei centri di elaborazione dati.
«La legge renderà più facile investire in Italia, per costruire nuovi data center e ampliare quelli esistenti, dando la delega al Governo per dare regole chiare e condivise a livello nazionale.
Non parliamo di cifre da poco, pensate che tra il 2023 e il 2025 sono stati investiti 7 miliardi di euro, ma si stima che sarebbero potuti arrivare 10 miliardi se ci fosse stato un quadro normativo più chiaro e favorevole», così Giulia Pastorella, deputata di Azione e promotrice del disegno di legge.
Concretamente, il comma 1 del testo prevede procedure autorizzative semplificate e vincolate a termini massimi, un codice Ateco dedicato, procedimenti amministrativi semplificati e unici, valutazioni e approvazioni celeri, con tempistiche certe, e un utilizzo di soluzioni energetiche pulite, con priorità alle aree industriali dismesse o in dismissione. I progetti sono qualificati come opere di pubblica utilità e vengono introdotte misure di semplificazione alle norme e agli strumenti urbanistici, inoltre sono ampliate le competenze attribuite all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È contemplata l’autoproduzione energetica, anche parziale, dei centri di elaborazione dati, nonché l’impiego di sistemi di accumulo di energia e di sistemi di alimentazione di backup a basso impatto ambientale.
I commi 2 e 3 descrivono il procedimento per l’adozione dei decreti delegati; il comma 4 prevede che non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica; il comma 5 dispone che nell’eventualità di nuovi o maggiori oneri, saranno subordinati all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.
Anche il Governo, infatti, in attesa dell’approvazione del Senato, ha previsto nell’articolo 8 del decreto-legge n. 21 del 2026, un procedimento unico per autorizzare centri dati e relative connessioni elettriche. Nel dettaglio, il provvedimento stabilisce che l’autorizzazione per la realizzazione e l’ampliamento dei centri dati, nonché delle relative reti di connessione di utenza, di qualunque tensione, sia rilasciata, nell’ambito di un procedimento unico, dall’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale.
Ma perché si è reso necessario legiferare con tanta urgenza su questo tema? “Secondo i più recenti dati dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, aggiornati a gennaio 2026, tra il 2023 e il 2025 i 13 principali poli di Data Center del Continente hanno raccolto investimenti per 29,5 miliardi. Le stime indicano che il valore complessivo potrebbe superare i 110 miliardi entro il 2028. Nello stesso quadro, si stima che la quota potenziale dell’area milanese, principale polo nazionale, potrebbe rappresentare il 23% dei nuovi investimenti europei nel 2028”, continua il testo del disegno di legge.
Dato questo flusso di investimenti così elevato, la strategia proposta vuole dare un più chiaro inquadramento dei data center come comparto industriale, misure di semplificazione e coordinamento procedurale per snellire i tempi.
La localizzazione di aree già compromesse sarà prioritaria, ma il rafforzamento della mappatura delle aree idonee sarà altrettanto importante. L’Italia ha il potenziale di diventare un hub europeo di data center molto importante , un’occasione che nessuno pare voglia farsi sfuggire.
In copertina ©PromptPlay









