Export in calo e tensioni globali ridisegnano le geografie del design italiano
Export in calo e tensioni globali ridisegnano le geografie del design italiano
L’inizio 2026 registra dati negativi. Tra Design Week e Salone cresce l’incertezza per il futuro della filiera
Sono i giorni del Salone del Mobile a Milano, per una settimana capitale globale del design e dell’arredamento. Se l’anno scorso erano i dazi a generare preoccupazione, oggi, tra le vie del Fuorisalone e i padiglioni della fiera, l’entusiasmo abituale lascia spazio a una maggiore incertezza, legata alle tensioni internazionali che incidono su mercati, filiere e dinamiche globali del settore.
Allo scenario cautamente ottimistico emerso durante la conferenza stampa di presentazione si contrappongono i primi dati del 2026 del centro studi FederlegnoArredo (su fonte Istat), che gettano ombre sul futuro.
A gennaio le esportazioni di mobili italiani nel mondo, pari a circa 700 milioni di euro, calano del 13,1%, con una flessione diffusa sia nei mercati europei (-9%) sia in quelli extra Ue (-17,4%).
Particolarmente significativa la contrazione verso gli Stati Uniti con un -28,5%, Francia -6,1%; Germania -18,4%, Spagna -15,3%, Paesi Bassi -3,4%, Regno Unito -6,7% e Cina -46,6%. I paesi Opec – di cui fanno parte tra gli altri Arabia Saudita, Iraq, Iran, Emirati Arabi Uniti – registrano un -2,5%. Unici segni positivi sono quelli che arrivano da Austria (+12,2%) e Repubblica Ceca (+11,4%), i cui volumi sono però piccoli per risultare determinanti nello scenario complessivo.
Dati riferiti a un unico mese, quello di gennaio 2026 (quando il conflitto in Iran non era ancora iniziato), che rappresenta un arco temporale contenuto e specifico per figurare un vero trend, ma che se contestualizzati anche alla luce dell’attuale crisi energetica e geopolitica legata alla vulnerabilità dello Stretto di Hormuz, spaventano l’intero settore. Riflessioni che indubbiamente sono destinate a cambiare il volto dei prossimi anni del Salone, già alle prese con rinunce di alcuni brand iconici – in quest’edizione per la prima volta manca Poliform in fiera, dopo la rinuncia di Cassina nel 2025 – e l’evoluzione verso il design da collezione (Salone Raritas) e il contract, che troverà piena applicazione dalla prossima edizione.
«Nel 2025 la filiera legno-arredo ha registrato un fatturato in lieve crescita (+1,4%), sostenuto dal mercato interno pari a 33 miliardi di euro (+2%) e un export che si è mantenuto pressoché stabile (+0,4%). Un risultato tutt’altro che scontato – spiega il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin – che le nostre imprese adesso devono cercare di difendere, pur trovandosi, ancora una volta, a gestire una situazione complessa e imprevedibile».
Secondo il rapporto Design Economy 2026 – curato da Fondazione Symbola, Deloitte private, POLI.design e ADI – l’Italia si conferma il primo mercato europeo del settore, con 4 miliardi di euro di valore aggiunto e 54mila operatori, pari al 21,5% del totale europeo. Ben 76mila il totale degli addetti nel 2024 (ultima rilevazione aggiornata disponibile), con un incremento del 9,8%, ben al di sopra della media dell’economia nazionale extra-agricola (+2,1%). Scenario in costante evoluzione viste anche le dinamiche commerciali globali indotte dai dazi Usa. Nel 2025 l’Unione Europea ha registrato un incremento delle importazioni dalla Cina nella filiera legno-arredo (+1,3%), a fronte di una riduzione degli acquisti dagli altri Paesi extra Ue (-1,6%). Fenomeno che evidenzia una sostituzione nelle quote di mercato e un rafforzamento della pressione competitiva sui produttori europei.
«La capacità di reazione della nostra industria è stata messa a dura prova in questi ultimi anni – prosegue Feltrin – ma le risposte non si sono fatte attendere. Adesso si rende ancor più necessario rafforzare la presenza internazionale delle imprese, accompagnandole con maggiore decisione nei processi di diversificazione verso nuovi mercati ad alto potenziale».
In questa direzione proprio in questi giorni il Salone del Mobile.Milano è stato nominato ambasciatore del design italiano nel mondo, in un quadro di azioni promosse dalla Farnesina per rafforzare gli strumenti della diplomazia economica e culturale e sostenere il sistema Italia sui mercati internazionali. Il conferimento apre una nuova fase di collaborazione tra il Salone del Mobile.Milano e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con il supporto della Farnesina, il coinvolgimento di ambasciate, consolati e Istituti italiani di cultura.
Resta centrale il contributo di Agenzia ICE, che affiancherà Salone del Mobile.Milano anche nelle attività di promozione all’estero e nello sviluppo di progetti speciali: dai percorsi avviati in Cina, India e Stati Uniti alle tappe del roadshow internazionale di avvicinamento alla manifestazione 2026.
«Questo titolo ha per noi un significato importante perché si accompagna a una visione che riconosce nel design uno strumento centrale di diplomazia economica e culturale, nonché di leva strategica per la proiezione internazionale del sistema Paese», Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano.
L’edizione del 2026 ospita la biennale EuroCucina con l’evento Technology for the kitchen (106 espositori da 17 paesi) e il Salone internazionale del bagno.
Proprio da quest’ultimo arrivano le notizie migliori: nel 2025 il comparto arredobagno mostra l’andamento più dinamico all’interno del macrosistema arredamento e raggiunge un fatturato di 4,3 miliardi di euro, con un incremento del +2,1% sull’anno precedente. Un risultato sostenuto sia dal mercato italiano (2,6 miliardi, +2%) trainato da residenziale e hospitality, sia dalle esportazioni (+2,2%) per oltre 1,7 miliardi di euro totali, con una quota che permane al 40% del fatturato totale, in ripresa grazie soprattutto alla domanda europea, con la Germania in crescita.
In copertina: The Glitch Camp © IED









