
GBC Italia: In 18 anni, certificati edifici per un’ipotetica città sostenibile da 500mila abitanti
Numeri, alleanze e nuove sfide per la transizione sostenibile del costruito
Ha compiuto la maggiore età il Green Building Council Italia. E per festeggiare il suo diciottesimo compleanno, il presidente Fabrizio Capaccioli ha tracciato il bilancio dell’operato con una riflessione sul tema dell’“Ambiente costruito e transizione sostenibile: politiche pubbliche, professioni e futuro del settore”, estendendo il concetto di sostenibilità a salute e giustizia sociale, e presentando in questa occasione anche il nuovo logo, con l’auspicio che «questa nuova identità ci porti a guardare ad un futuro altrettanto radioso dopo i nostri primi 18 anni» il commento.
Capaccioli ha evidenziato la centralità della questione legata al benessere, richiamando l’urgenza di «guardarlo in maniera diversa»: di vedere oltre i limiti attuali, con attenzione al fatto che gli edifici e le città non vanno considerati soltanto sotto la lente del quantitativo di emissioni di CO2 o del consumo energetico, ma interrogandosi sulla qualità dell’aria che si respira, il comfort termico, l’umidità, la luce, le muffe e molto altro. Tutti elementi determinanti del benessere del cittadino a 360°.
In termini di numeri, il Green Building Council Italia ha restituito un report statistico che comprende l’attività dell’associazione dal 2008 al 2026. I progetti sostenuti sono stati 2.309, di cui 1.008 certificati e 1.301 in corso, «con l’Italia che si posiziona come primo paese europeo nella classifica mondiale tra i primi dieci per investimenti e certificazioni per l’edilizia sostenibile. E l’85% dei certificati che abbiamo emesso – commenta Capaccioli – sono tutti delle classi Gold e Platinum». In altre parole, è come se «avessimo costruito una città sostenibile con circa 500mila abitanti»
Per il futuro, Gbc Italia rilancia sul fronte della collaborazione: «oserei dire di santa alleanza con i nostri cugini ITACA e Casaclima, senza più necessità di creare divisioni» commenta il Presidente.
In questo scenario, l’urgenza di intervenire sul costruito è resa evidente anche dall’attualità: «Gli eventi quotidiani, soprattutto quelli di natura geologica come il recente caso Niscemi dimostrano quanto sia urgente affrontare in modo strutturato i temi della costruzione e della riqualificazione territoriale».
Nel dialogo a più voci, dedicato alla stampa e agli stakeholder, centrali le politiche di decarbonizzazione e rigenerazione urbana attraverso strumenti più aggiornati e una visione integrata dello sviluppo territoriale
Andrea Barabotti, deputato e membro V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, ha evidenziato come il primo passo per rendere efficaci gli interventi sul patrimonio edilizio pubblico e privato sia una conoscenza più puntuale del territorio, sottolineando l’urgenza di aggiornare la mappatura delle zone climatiche italiane, oggi basata su parametri risalenti agli anni Novanta. Un aggiornamento che, secondo Barabotti, consentirebbe di orientare meglio gli interventi e allinearli agli standard europei, valorizzando al tempo stesso il contributo delle associazioni tecniche e scientifiche nel supportare le scelte politiche.
Sulla stessa linea, Ilaria Fontana, deputata e membro VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, che ha ribadito il ruolo strategico della rigenerazione urbana come leva capace di integrare sostenibilità ambientale, sociale ed economica, collegandola ai temi del diritto all’abitare, del contenimento del consumo di suolo e delle politiche abitative. Fontana ha, inoltre, sottolineato la necessità di un’alleanza tra politica, professionisti e stakeholder per trasformare le soluzioni tecniche in azioni concrete, lasciando da parte le differenze ideologiche e richiamando il valore della tutela ambientale e dell’equità intergenerazionale come principi guida delle future politiche pubbliche.
In questo contesto, il commento dei professionisti sulla necessità di rafforzare la consapevolezza collettiva rispetto alle sfide della sostenibilità, promuovendo modelli di pianificazione territoriale di lungo periodo e strategie di rigenerazione orientate alla prossimità, ai servizi e alla qualità della vita. Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Massimo Crusi ha dichiarato: «Non possiamo parlare di sostenibilità senza guardare all’insostenibilità dei modelli urbani e territoriali in cui viviamo».
In copertina © GBC Italia









