Meloni: applicare la Zes Unica a tutto il territorio nazionale
Durante l’Informativa alle Camere sull’azione del Governo la premier ha annunciato un possibile allargamento dei meccanismi di semplificazione
«Il Sud non è più il fanalino di coda della nazione, sta colmando quel divario che gravava sull’Italia da troppo tempo, che è particolarmente importante non solamente per il Mezzogiorno», ha spiegato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni durante l’Informativa alle Camere sull’azione del Governo. «La questione meridionale e la questione settentrionale, non esistono. Esiste una questione nazionale che necessita di un allineamento. Una leva per far correre i territori alla stessa velocità è data dalla Zona economica speciale unica (Zes) che ha dato ottima prova di sé e che è stata estesa a Umbria e Marche.
«Intendiamo fare qui un ulteriore passo in avanti – spiega la premier – stiamo infatti studiando le modalità tecniche per riprendere alcuni dei meccanismi, in particolare quelli di semplificazione che sono proprio della Zes unica, che si sono rivelati più efficaci e applicarli a tutto il territorio nazionale.
«Semplificare, ridurre la burocrazia, ridurre i tempi delle autorizzazioni in poche parole è rendere la vita più facile a chi vuole investire creando lavoro e sviluppo. Si tratta di un passo avanti decisivo che non deve conoscere restrizioni territoriali», ha spiegato in Parlamento.
Dunque, politiche pensate e definite per il Mezzogiorno oggi possono diventare un modello per l’intero Paese. Un vero successo nel primo bilancio illustrato il 12 febbraio 2026 dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, che aveva fatto il punto sull’andamento della misura e sull’adeguamento del Piano dopo l’allargamento territoriale.
La ZES Unica interviene su due leve: la semplificazione amministrativa e il sostegno fiscale agli investimenti.
Il perno è l’Autorizzazione unica, una procedura interamente digitalizzata che può concludersi in circa trenta giorni e che sostituisce fino a 35 titoli abilitativi necessari alla realizzazione di un progetto produttivo, potendo valere anche come variante urbanistica. A questo si affianca il credito d’imposta per gli investimenti produttivi, con aliquote differenziate in base alla dimensione d’impresa e fino al 35% per le piccole imprese. Negli ultimi due anni sono state presentate oltre 17.300 domande all’Agenzia delle Entrate, sostenute da uno stanziamento di 6,1 miliardi di euro a fronte di 12,4 miliardi di investimenti complessivi. Dal 1° gennaio 2024 le otto ZES regionali e interregionali del Mezzogiorno sono state accorpate in un’unica ZES nazionale, con uno sportello digitale centralizzato e un coordinamento unitario. E l’aggiornamento del Piano strategico si è reso necessario dopo l’inclusione di Umbria e Marche.
In copertina: © Catherine Grace Cumming – Unsplash

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