Premio italiano di architettura: vince Ravalli con l’Accademia Carrara di Bergamo
Alla Triennale Milano la sesta edizione del riconoscimento celebra anche la carriera di Giorgio Grassi
In occasione della Milano Arch Week, in programma fino a domenica 2 novembre 2025, Triennale Milano ha ospitato la sesta edizione del Premio italiano di Architettura, promosso in collaborazione con il Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.
Il riconoscimento, che si svolge ad anni alterni tra Roma e Milano, valorizza le opere dei progettisti attivi in Italia che si distinguono per l’impegno verso l’innovazione, la qualità del progetto e il ruolo sociale dell’architettura, assegnando i riconoscimenti per il miglior edificio realizzato negli ultimi tre anni e per il premio alla carriera.
Lo studio Antonio Ravalli Architetti vince il Premio per il miglior edificio dell’ultimo triennio con il progetto di ampliamento e valorizzazione dell’Accademia Carrara di Bergamo (che include anche i Giardini PwC). Alla rivisitazione dell’intero spazio espositivo del museo è seguita anche la creazione di nuovi spazi e servizi nel giardino annesso, in collaborazione con lo studio Inout Architettura.
«Questo progetto è frutto di una congiuntura fortunata di fattori e di un cliente molto disponibile. Durante la fase di riallestimento interno del museo abbiamo scoperto un giardino abbandonato e, grazie al supporto della direttrice del museo e dell’allora sindaco di Bergamo Giorgio Gori, è stata approvata una nuova idea di progetto, poi realizzata con successo grazie a una gestione attenta e coordinata di processi complessi», ha affermato l’architetto Ravalli.
La giuria ha deciso di premiare il progetto «riconoscendogli di aver raggiunto due obiettivi importanti: la riorganizzazione di accessi e circolazione interna del museo e la realizzazione di nuovi servizi ai visitatori, come giardino e caffetteria.
Il corpo lineare che si insinua tra la facciata occidentale e il basamento di pietra che mediava tra l’edificio e il paesaggio antistante è allo stesso tempo un portico, una rampa, un elemento di distribuzione, un sistema di nuovi spazi prossimi alla città. La sua forma, volutamente incerta, si adatta al contesto e all’edificio esistente, incorporando elementi e materiali diversi: pietra, acqua, legno, metallo e resti archeologici».
La giuria di quest’anno, composta da Nina Bassoli, Lorenza Baroncelli, Pippo Ciorra, Mirko Zardini e Tosin Oshinowo, ha inoltre assegnato tre menzioni:
- Antonio De Rossi, Laura Mascino, Matteo Tempestini, Edoardo Schiari e Maicol Guiguet per la riqualificazione delle ex casermette di Moncenisio (in provincia di Torino) per «il valore architettonico ma anche strategico del riuso di un manufatto abbandonato nel contesto di una più ampia visione di innovazione sociale, valorizzazione culturale e potenziamento del welfare di comunità nei territori interni italiani».
- Associates Architecture per il progetto Echo of the mountain (incluso nel volume Viaggio in Italia 2 – Itinerari di architettura contemporanea, pubblicato da LetteraVentidue) in provincia di Bergamo. Il progetto è stato menzionato «per la sensibilità ambientale, architettonica e paesaggistica che ha saputo tradurre l’idea di monumento in un gesto semplice e poetico, condensando valori storici, estetici e sociali».
- Studio Albori per il Padiglione della Santa Sede alla 18^ Biennale Architettura di Venezia, in cui la giuria ha riconosciuto «la qualità concettuale oltre che compositiva nel trasformare l’occasione effimera di un evento in un lascito materiale per le comunità, e in un virtuoso processo di economia circolare in grado di coinvolgere diverse comunità, grazie al riuso di elementi provenienti da un edificio destinato alla demolizione, alla creazione di un orto aperto al pubblico, e offrendo una riflessione sul progetto come atto di cura».
«Da sei anni Triennale Milano e Maxxi lavorano insieme, componendo una giuria di altissima qualità capace di svolgere una mappatura approfondita: un segnale bello e controcorrente rispetto alla frammentazione che caratterizza il nostro campo disciplinare. Questa edizione del Premio si contraddistingue per la qualità e per la varietà delle proposte, che spaziano da progetti dedicati a istituzioni culturali a monumenti, da scuole per l’infanzia fino allo sport», ha commentato il presidente di Triennale Milano, Stefano Boeri.
Il Premio alla carriera è stato assegnato a Giorgio Grassi con la seguente motivazione: «la giuria ha deciso all’unanimità di assegnare il premio alla carriera a Giorgio Grassi, architetto e docente milanese, per la qualità, la rilevanza e il rigore del suo percorso disciplinare e professionale dagli anni Cinquanta a oggi.
Membro essenziale del gruppo di autori di tendenza che tra Milano e Venezia rifondavano negli anni Sessanta l’architettura sulla base dei valori di urbanità, continuità, autonomia, Grassi ha caratterizzato il proprio lavoro per l’altissimo livello di integrità e coerenza. A partire dallo studio dei tessuti urbani storici, Grassi ha costruito una logica ferrea e consequenziale del progetto architettonico, che attraversa gli scritti, i bellissimi disegni e gli edifici realizzati senza perdere forza e nitidezza concettuale».
I progetti dei vincitori e dei finalisti del Premio italiano di Architettura sono riuniti in una mostra in Triennale Milano aperta fino al 2 novembre.

Architettura ArchitetturaChiECome Arte Brescia 2050 Città Concorsi Culto Cultura Design Energia Festival Formazione Futuro Hospitality Housing Industria Ingegneria Italiani all'estero Legge architettura Libri Masterplanning Milano Mipim Norme e regole Platform Real Estate Premi Progettazione Real estate Retail Rigenerazione Urbana Salute Scommessa Roma Scuola Sostenibilità Spazi pubblici Sport TEHA Trasporti Turismo Uffici

Quando l’AI incontra il Demanio: la nuova frontiera della tutela del patrimonio pubblico

Ecco l’Agenda Ue per le città: più investimenti e meno burocrazia

Cultura come infrastruttura: rigenera la città e genera benessere

Brescia chiama Europa: l’Agenda Urbana 2050 laboratorio condiviso per 7 città di Eurocities




