Stabilità, innovazione e territorio: la sfida delle capitali europee al Mipim 2026
Berlino, Madrid e Parigi tra grandi progetti urbani, attrazione di capitali e strategie di sviluppo
Le grandi capitali europee si presentano al Mipim come laboratori urbani in cui si sperimentano nuovi modelli di sviluppo, capaci di coniugare crescita economica, innovazione e sostenibilità. Berlino, Madrid e Parigi stanno rafforzando il proprio ruolo nel panorama internazionale attraverso strategie metropolitane che puntano su attrazione di investimenti, trasformazioni e politiche pubbliche orientate alla stabilità e alla competitività. In uno scenario internazionale quanto mai incerto, anche l’Italia si è presentata al Mipim 2026 come ecosistema di città integrato capace di generare valore nel lungo periodo.
Nonostante le ingerenze del governo americano – in particolare del presidente Trump – che vorrebbe portare l’Expo 2035 negli Stati Uniti, ad oggi la candidata principale per succedere a Riad (che ospiterà l’Expo 2030) è Berlino. La candidatura della capitale e della regione metropolitana Berlino-Brandeburgo per ospitare l’Esposizione universale si inserisce in un ecosistema dinamico fondato sulla presenza di università e centri di ricerca di livello internazionale. La forte attrattività per start-up e imprese innovative si è affiancata ad una scena culturale capace di alimentare processi di sperimentazione sociale e urbana. In questo contesto,
l’Expo 2035 viene concepito come una occasione di trasformazione territoriale che può rafforzare il ruolo della regione nel sistema europeo dell’innovazione, con aumento del Pil stimato in 22 miliardi di euro per l’intera Germania
La prospettiva è quella di una piattaforma globale in cui governi, imprese, istituzioni scientifiche e società civile possano confrontarsi sulle grandi sfide contemporanee: dalla transizione energetica alla mobilità sostenibile, dalle tecnologie digitali ai nuovi modelli di lavoro e di convivenza urbana. Berlino offre condizioni particolarmente favorevoli per questo tipo di sperimentazione: una città caratterizzata da una forte apertura internazionale, capace di attrarre talenti e una forte tradizione di cooperazione tra settore pubblico e privato. Berlino e il Brandeburgo si propongono quindi come il luogo in cui immaginare e rendere visibili nuove traiettorie di sviluppo, capaci di coniugare competitività economica, innovazione tecnologica e responsabilità sociale su scala globale.
Negli ultimi anni Madrid si è affermata come uno dei poli economici più dinamici d’Europa, combinando stabilità istituzionale, apertura agli investimenti e una crescita economica superiore alla media nazionale. Nella presentazione del progetto Guido Reni al Padiglione Roma al Mipim, lo stesso Manfredi Catella aveva sottolineato come oggi Spagna e Italia risultino attrattive anche più di Francia e Germania a livello di investimenti.
La Comunità di Madrid – una delle diciassette comunità autonome della Spagna -rappresenta oggi circa il 20% del Pil spagnolo e ha registrato nel 2024 una crescita del 3,6%, leggermente superiore alla media del Paese
Questo dinamismo si riflette anche nel mercato del lavoro: nel 2025 Madrid è diventata per la prima volta la comunità autonoma con il maggior numero di occupati del Paese, nonostante sia solo la terza per popolazione. Parallelamente, la regione si è trasformata nella principale destinazione degli investimenti esteri diretti in Spagna, concentrando il 67,6% del totale nazionale nel 2024, pari a oltre 26,4 miliardi di euro. Secondo il governo regionale, questa attrattività è il risultato di una strategia politica basata su riduzione della pressione fiscale, semplificazione amministrativa e sostegno all’iniziativa privata. In un contesto internazionale segnato da volatilità e incertezza normativa, Madrid offre agli investitori un quadro regolatorio stabile che si traduce in domanda immobiliare. In questo scenario, il mercato madrileno si distingue per un equilibrio tra rendimento e rischio che continua ad attirare capitali internazionali. A ciò si aggiunge che
Madrid è la città dove c’è stato il maggior numero di investimenti in affordable housing a livello europeo negli ultimi 10 anni
fatto che contribuisce ad una qualità della vita elevata e a rafforzare il posizionamento della città come hub europeo per investimenti, innovazione e sviluppo urbano. Parigi e la Métropole du Grand Paris rappresentano uno dei principali poli economici e urbani d’Europa.
L’area metropolitana genera circa il 25% del Pil francese e si conferma al Mipim 2026 come il primo polo occupazionale e di ricerca e sviluppo in Europa, oltre a essere la prima destinazione turistica mondiale
La strategia della Métropole du Grand Paris punta a rafforzare l’attrattività internazionale attraverso grandi progetti urbani, innovazione e cooperazione tra le 130 municipalità che compongono il territorio metropolitano, per un bacino di oltre 7,2 milioni di abitanti. Tra le iniziative più significative vi è il programma “Inventons la Métropole du Grand Paris”, lanciato nel 2016 per promuovere progetti urbani innovativi e sostenibili: il programma ha già selezionato 91 progetti, di cui oltre il 70% in fase di sviluppo. Le trasformazioni recenti si legano anche all’eredità delle Olimpiadi di Parigi 2024, tra cui il Centre Aquatique Olympique, uno dei principali impianti permanenti realizzati per i Giochi. Parallelamente la metropoli investe in mobilità sostenibile, transizione energetica e qualità della vita urbana, con programmi dedicati alla biodiversità, alla mobilità ciclabile e alla riduzione delle emissioni attraverso la zona a basse emissioni (zfe). In questo quadro Parigi rafforza il proprio ruolo di hub europeo capace di coniugare innovazione urbana, sviluppo economico e sostenibilità ambientale.

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