Verso una rigenerazione urbana data-driven e partecipata

11-08-2025 Mila Fiordalisi 5 minuti

11-08-2025 Mila Fiordalisi 5 minuti

Verso una rigenerazione urbana data-driven e partecipata

Hackathon e nuove competenze per integrare transizione ecologica e strumenti digitali di governance

Per la rigenerazione urbana servono nuove idee. Idee in chiave di sostenibilità ambientale ed economica che possano fornire una chiave di lettura diversa per affrontare quelle che, soprattutto per le giovani generazioni, sono già questioni dirimenti: la lotta al cambiamento climatico e agli sprechi, l’uso di tecnologie digitali per accedere ai servizi, l’innovazione come strumento per migliorare la qualità della vita. Ed è proprio alla “nuova” rigenerazione urbana che sono dedicate tutta una serie di competizioni, hackathon inclusi.

AEB, multiutility della Brianza che fa capo al gruppo A2A lancia “Re-GenerAction“, una competizione territoriale che punta sul tema della “sustainable urbanization” coinvolgendo studenti universitari, neolaureati e giovani professionisti tra i 18 e i 30 anni provenienti da percorsi di studio in ingegneria, informatica, fisica, matematica, scienze ambientali, design, architettura, economia, marketing e comunicazione, iscritti o laureati presso gli atenei della Lombardia.

«L’hackathon che abbiamo sviluppato si concentra su tre ambiti chiave: transizione energetica urbana, economia circolare e innovazione sociale, con un focus sugli strumenti digitali per la partecipazione attiva. Vogliamo promuovere progetti che uniscano concretezza, replicabilità e impatto positivo sul territorio», spiega Massimiliano Riva, presidente di AEB. La scelta della Brianza non è casuale: si tratta di un’area ad alta densità produttiva e i promotori dell’iniziativa puntano sulla messa a punto di uno strumento digitale avanzato per coordinare le azioni urbanistiche, tutelare l’ambiente, migliorare la qualità della vita e promuovere una crescita urbana sostenibile. Il tutto in chiave collaborativa.

La competizione si articola in tre macro-aree tematiche: transizione energetica urbana, con soluzioni legate a fonti rinnovabili, smart grid e edifici ad alta efficienza; economia circolare e gestione sostenibile delle risorse urbane; innovazione sociale attraverso strumenti digitali per la partecipazione attiva, la pianificazione condivisa e la collaborazione tra cittadini, imprese e istituzioni. Per le candidature c’è tempo fino al 19 settembre e il concorso si svolgerà in più fasi: si partirà con un Career day dedicato, poi il programma di accelerazione strutturato in quattro bootcamp tematici, sessioni di mentorship, incontri con esperti e accesso a una piattaforma digitale per il lavoro collaborativo.

I team finalisti presenteranno poi i loro progetti a fine ottobre durante il Pitch day, davanti a una giuria composta da professionisti del settore, rappresentanti istituzionali e stakeholder del mondo dell’innovazione. Tre i premi, rispettivamente da 2.500, 1.500 e 1.000 euro in buoni Amazon.

Dal 24 al 26 settembre alla Fondazione Università di Mantova torna l’hackathon “Green and Digital Transformation” per individuare soluzioni creative e innovative per le imprese e le istituzioni del territorio che integrino lo sviluppo digitale alle logiche proprie dell’economia circolare.

Sei i temi individuati per l’edizione 2025: ecodesign; approvvigionamento di materiali e risorse; utilizzo efficiente delle risorse nella produzione; gestione di rifiuti, scarti ed emissioni; trasporti e distribuzione; comunicazione, sensibilizzazione, formazione e informazione. In dettaglio per quel che riguarda l’ecodesign si punta su prodotti duraturi nel tempo e soprattutto facilmente smontabili, per consentirne la riparazione ma anche il riuso o il recupero dei materiali in chiave di design circolare.

Per materiali e risorse i riflettori sono puntati sull’uso di biomateriali e fonti rinnovabili. E nell’ambito della produzione l’obiettivo è ridurre i consumi energetici e idrici nonché di efficientare i processi. Determinante la gestione di scarti e rifiuti in quella che viene definita la logistica di ritorno o inversa in cui dunque ci sia già una pianificazione a monte dello smaltimento o del recupero di materie e sostanze che possano recuperare valore anche quando hanno esaurito il loro ciclo di vita.

Anche per quel che riguarda il trasporto fondamentale la valutazione di impatto di tutte le fasi, dalla pianificazione dei tragitti al pieno carico fino alla condivisione dei mezzi. Ferrovia e cargo bike le modalità prioritarie.

Da non sottovalutare il ruolo della comunicazione per diffondere la cultura della sostenibilità fra i consumatori in modo da renderli proattivi e parte integrante delle strategie urbane.

Per iscriversi alla competizione c’è tempo fino al 20 settembre: possono partecipare studenti universitari, neolaureati, informatici, sviluppatori, maker, architetti, designer, pianificatori, economisti e manager, esperti di comunicazione, ricercatori, docenti, innovatori, professionisti, esperti e altre figure che operano nel settore dell’informatica, della progettazione, della fabbricazione digitale e delle logiche connesse alla green economy. Saranno ammessi fino a un massimo di 50 partecipanti. Tre i premi, da 1.500, 1.000 e 500 euro.

Già proclamati i vincitori del GreenMindAI Hackathon promosso dal Comune di Catania. Il primo premio da 15.000 euro è stato aggiudicato al progetto GreenVision AI, presentato dal team Werner Heinsenberg (guidato da Giuliana Parisi, ingegnere e dottoranda presso l’Università di Catania).

Si tratta di un modello per la pianificazione e gestione del verde urbano, con particolare attenzione al monitoraggio ambientale e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Il sistema fa leva sulle tecnologie di modellazione BIM, per la rappresentazione digitale degli spazi verdi e soprattutto su sensori IoT, per il monitoraggio in tempo reale di parametri come la qualità dell’aria, l’umidità e lo stato della vegetazione. In campo anche l’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati e la generazione di scenari previsionali.

Il secondo premio da 6.000 euro è andato al team Richard Feynman – “collettivo” di 8 giovani appassionati di tecnologie e innovazione guidato da Antonino Simone Di Stefano – per il progetto Urban Analyzer, piattaforma digitale che combina dati geospaziali, intelligenza artificiale e partecipazione civica per supportare le amministrazioni pubbliche nel processo decisionale grazie alla raccolta di dati e informazioni in tempo reale e al coinvolgimento attivo dei cittadini.

Terza classificata, con un premio da 3.500 euro, la squadra Marie Curie capitanata dallo sviluppatore e comunicatore Christian Alberto Litrico, con il progetto Briller. AI, piattaforma digitale per l’ottimizzazione della raccolta dei rifiuti urbani attraverso l’uso di sensori IoT e intelligenza artificiale per l’elaborazione in tempo reale di dati che consentano di migliorare l’efficienza dei percorsi di raccolta, ridurre i costi e minimizzare l’impatto ambientale. I vincitori saranno accompagnati per sei mesi nella realizzazione di un Proof of Concept con il supporto tecnico e operativo della Direzione sistemi informativi e innovazione tecnologica del Comune di Catania.

E potranno accedere al secondo bando pubblico “Hackathon Catania 2025–2026”, promosso dal Comune, con l’obiettivo di trasformare altre idee in soluzioni operative al servizio della città.

In copertina: © Adobe Stock

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Mila Fiordalisi
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