Brescia, il nuovo ospedale diventa campus urbano
Presentato il progetto firmato da Park, Carlo Ratti e Politecnica: 800 posti letto, un grande anello verde e padiglioni storici rifunzionalizzati per cura, ricerca e città
Prende forma il futuro degli ospedali civili di Brescia. Il progetto vincitore del concorso internazionale di progettazione, firmato dal raggruppamento composto da Park Associati, Carlo Ratti Associati e Politecnica Ingegneria e Architettura, è stato presentato il 2 luglio, a qualche settimana dall’aggiudicazione definitiva.
L’avvio dei lavori è previsto nel 2028, con un investimento iniziale di 274 milioni di euro, anche se già si prevedono risorse aggiuntive da parte di Regione Lombardia, dovute al piano di edilizia sanitaria della regione che prevede investimenti per circa 8 miliardi di euro fino al 2031.
Il nuovo ospedale di Cremona, affidato allo studio Mario Cucinella Architects, e quello di Malpensa, progettato dallo studio Zaha Hadid Architects, sono altri due esempi lombardi che accompagnano il progetto bresciano in questo scenario.
Il nuovo campus si svilupperà a partire dall’impianto storico di inizio ‘900, recuperandone la struttura esagonale con l’organizzazione radiale e sarà dotato al piano terra di una grande lobby completamente vetrata, trasformando l’accesso all’ospedale in uno spazio aperto e permeabile. La memoria del luogo diventa così il punto di partenza per un’infrastruttura sanitaria capace di evolversi nel tempo senza perdere il legame con la propria identità. Il principio “one health” è alla base della proposta progettuale: salute, qualità ambientale e benessere sociale costituiscono un sistema unico e connesso, tradotto in un’organizzazione spaziale che integra assistenza, didattica universitaria, ricerca scientifica e paesaggio all’interno di un unico organismo funzionale.
«Questo progetto – ha spiegato il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana – frutto di un concorso internazionale di altissimo livello, conferma la volontà della Regione di continuare a essere un punto di riferimento nazionale ed europeo nella qualità delle cure, nella capacità di attrarre competenze e nello sviluppo di infrastrutture sanitarie all’avanguardia. È un investimento che guarda ai prossimi decenni e che lascia alle future generazioni un patrimonio pubblico più efficiente, più resiliente e sempre più orientato all’eccellenza».
Le principali funzioni cliniche e tecnologiche saranno sviluppate su una superficie complessiva di oltre 60mila mq, con circa 800 posti letto. Parallelamente, i padiglioni storici saranno progressivamente rifunzionalizzati per accogliere attività accademiche e di ricerca, rafforzando il rapporto con la facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Brescia e consolidando il ruolo universitario del complesso.
I nuovi edifici del complesso ospedaliero, destinati al main hospital e al children’s hospital, seguono i principi dell’healing architecture, che considera lo spazio costruito parte integrante del processo terapeutico.
L’ospedale per i più piccoli sarà caratterizzato da tre volumi cilindrici di diversa altezza immersi nel verde, mentre l’atrio d’ingresso ospiterà spazi per il gioco, l’attesa e la socializzazione, contribuendo a creare un ambiente accogliente e inclusivo. Uno degli elementi più innovativi dell’intervento è il cosiddetto “care ring”, un anello verde di oltre un chilometro che organizza l’intero campus. Questa infrastruttura svolge una duplice funzione: nel sottosuolo concentra i percorsi logistici e i flussi tecnici, separandoli da quelli sanitari per aumentare efficienza e sicurezza. In superficie, invece, si sviluppa come un sistema di spazi aperti composto da piazze alberate, giardini terapeutici e percorsi ciclopedonali che connettono l’area con la città. Il paesaggio diventa così una componente strutturale del progetto, capace di orientare la mobilità, migliorare la qualità ambientale e rafforzare il rapporto tra il campus sanitario e il contesto urbano.
Inoltre, la struttura ibrida in legno e acciaio, assemblata a secco, riduce l’impatto carbonico e ottimizza i tempi di realizzazione, ma soprattutto introduce un principio di modularità che consente riconfigurazioni future.
«Progettare un ospedale per noi significa entrare nel cuore della sua regia sanitaria: studiare flussi clinici, relazioni tra reparti, processi operativi, il rapporto tra tecnologia e cura. Perché un ospedale è un organismo vivo dove ogni scelta spaziale deve sostenere un processo, ogni tecnologia servire la cura. È con questo metodo che abbiamo affrontato il nuovo ospedale civile: un sistema sanitario integrato, efficiente e adattabile, capace di evolvere nel tempo insieme alla comunità che serve», racconta Francesca Federzoni, presidente di Politecnica.
La componente digitale completa il progetto attraverso sistemi intelligenti di orientamento, gestione dei flussi e monitoraggio ambientale, integrati nell’architettura senza risultare invasivi. L’obiettivo è rendere più efficiente il funzionamento della struttura, semplificare l’esperienza degli utenti e migliorare la sicurezza degli spazi. Con il nuovo campus degli Spedali Civili, Brescia punta a realizzare un modello di ospedale capace di superare la tradizionale distinzione tra edificio sanitario e città. L’intervento propone infatti un’infrastruttura pubblica in cui architettura, paesaggio, innovazione tecnologica e sostenibilità convergono in una visione di lungo periodo, destinata a ridefinire il ruolo dell’ospedale come elemento strategico per la qualità urbana e la salute collettiva.
In copertina: Spedali Civili di Brescia Drone Viz © Park









