Grande Maxxi: al via la gara d’appalto per il primo lotto
Investimento complessivo da 25 milioni di euro. Imprese in campo con l’esecutivo firmato Lan
A quindici anni dalla sua apertura, il Maxxi (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) si prepara a una nuova fase di crescita. È stata pubblicata lo scorso 17 settembre la gara d’appalto per la realizzazione del Grande Maxxi, un ampliamento dal valore complessivo di 25 milioni di euro, di cui 14 per il primo lotto.
A firmare l’architettura è lo studio italo-francese Lan (Local Architecture Network), capofila del team che si è aggiudicato il concorso internazionale di idee lanciato nel 2022. Umberto Napolitano, cofondatore di Lan sottolinea: «Con il Grande Maxxi, il museo si racconta come forum civico. Un luogo aperto e accessibile, sostenibile e inclusivo, dove architettura e natura si intrecciano». Uno degli elementi chiave del nuovo intervento è la “sobrietà”. Nessuna competizione quindi con il Maxxi di Zaha Hadid.
«Crediamo che questo progetto rappresenti il futuro non solo per il museo, ma per tutto il quadrante e per la città di Roma» ha dichiarato la presidente della Fondazione Maxxi Maria Emanuela Bruni. «Con questo ampliamento, il museo si connette con le più grandi istituzioni internazionali, come il Met e il Moma di New York e il Centre Pompidou di Parigi».
La gara è gestita dal provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna e Vittorio Rapisarda Federico, provveditore interregionale ha commentato: «Non sono molte le occasioni in cui un’opera pubblica è anche una sfida urbanistica. Spesso ci troviamo davanti a semplici scatole edilizie. Qui, invece, c’è una vera occasione per fare architettura». Conclusa la fase progettuale e consegnato il progetto esecutivo, il prossimo passo sarà il 23 ottobre con il termine per la presentazione delle offerte, mentre l’avvio del cantiere per il primo lotto è previsto per la fine dell’anno e il suo completamento entro il 2027.
Rapisarda ha poi annunciato un altro imminente progetto per la Capitale: un concorso internazionale per il nuovo Palazzo di Giustizia a Piazzale Clodio
L’opera prevede la costruzione del nuovo Maxxi Hub, un edificio sostenibile, multifunzionale che ospiterà anche un laboratorio di restauro per le opere contemporanee e un tetto concepito come un giardino. Completa il progetto il Maxxi Green, il nuovo parco urbano, che trasformerà l’area di Piazza Alighiero Boetti: saranno oltre 7mila i mq di nuovo verde pubblico, con alberi, piante e fiori mediterranei.
L’obiettivo è duplice: arricchire l’offerta culturale del museo e rafforzarne l’integrazione nel tessuto urbano del quartiere Flaminio. «Questa del Maxxi sarà una sfida architettonica e urbanistica e di innovazione», ha commentato l’assessore all’urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia, che contestualizza questo imminente cantiere in una trasformazione urbana di più ampio respiro. «Opere che non sono soltanto immaginate, ma che stanno diventando realtà. La città si è rimessa in moto, mettendo al centro la qualità del progetto» ha poi aggiunto, citando le altre tre operazioni previste in questo quadrante: la riqualificazione dell’ ex caserma Guido Reni (con una gara di cui si attende l’aggiudicazione), proprio di fronte al museo, il nuovo Museo della Scienza e l’ampliamento del sagrato dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.
Margherita Guccione, direttrice scientifica del Grande Maxxi, ha sottolineato l’evoluzione dell’identità del complesso: «Dopo la pandemia il museo ha vissuto un periodo di profondo cambiamento. Oggi il masterplan del Grande Maxxi risponde a nuove esigenze funzionali: più spazi per nuovi contenuti». E poi ancora «potrà essere uno spazio per piccoli eventi o un giardino pubblico, aperto a tutti, anche allestito con opere d’arte. Una rigenerazione green che migliorerà anche il comfort ambientale».
L’ampliamento del Maxxi si inserisce in un più ampio processo di trasformazione del quartiere Flaminio, destinato a diventare un vero distretto del contemporaneo. «Questo è un quartiere che ha mantenuto la sua residenzialità, ma che sta cambiando pelle. Un laboratorio di Roma del contemporaneo, che riflette la capacità della città di trasformarsi sempre», ha concluso Veloccia.
In copertina: © Lan Architecture

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