Demanio: +144% di investimenti e 3,9 miliardi di risorse
I dati 2022-2024 dell’Agenzia illustrati dal direttore Alessandra dal Verme
Cambio di paradigma nella gestione degli immobili pubblici. A Palazzo Montecitorio, in occasione della presentazione del terzo rapporto annuale dell’Agenzia del Demanio “L’Italia e i suoi beni. Creare valore con gli immobili dello Stato”, si consolida una visione nuova: quella di un patrimonio non più da custodire in maniera passiva, ma da attivare come leva strategica per lo sviluppo sostenibile, urbano e sociale del Paese. Sul solco della linea tracciata dal Mef nei giorni scorsi al forum di Scenari Immobiliari.
Il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, ha aperto i lavori sottolineando l’ampiezza e il valore del patrimonio pubblico: oltre 44mila immobili per circa 63 miliardi di euro. «Una ricchezza spesso dimenticata, che può e deve diventare uno strumento attivo di rigenerazione urbana. Serve superare i pregiudizi sulla trasformazione urbanistica, come demolizione e ricostruzione, è una delle sfide più urgenti per liberare intere aree dal degrado. Napoli, in questo senso, ha già dato prova di coraggio (si legga l’approfondimento su thebrief). È tempo che la gestione conservativa lasci spazio a una visione rigenerativa e strategica», ha dichiarato.
Il Rapporto 2025 segna un’evoluzione concreta. «Ogni euro speso oggi dimostra la sua capacità di creare valore» ha affermato Rampelli, che ha anche richiamato l’attenzione sull’importanza dei Piani città: strumenti operativi per condividere con gli enti locali progetti urbanistici mirati alle esigenze del territorio.
«È fondamentale uscire dall’immobilismo normativo e abilitare soluzioni che rispondano alle domande reali delle comunità», ha poi aggiunto Rampelli
Alessandra dal Verme, direttore dell’Agenzia del Demanio, è entrata nel merito del rapporto con un bilancio del lavoro fatto tra il 2022 e il 2024 e con un focus sul rinnovato ruolo degli immobili pubblici. «Abbiamo affrontato un cambiamento profondo, che ridefinisce il nostro patrimonio come motore di sviluppo economico, sostenibile e inclusivo» ha affermato.
«La parola chiave è collaborazione. Con gli enti locali, con le università, con le autorità di Governo. Da soli non si fa nulla. Solo insieme possiamo far vivere questi immobili»
I principali dati: +144% di investimenti nell’ultimo triennio, 3,9 miliardi già attivati, oltre 2mila verifiche di vulnerabilità sismica concluse, un taglio dell’11,2% alle locazioni passive pari a 120 milioni annui. «Abbiamo puntato su digitalizzazione e progettazione integrata, come dimostra lo sviluppo del cantiere digitale e l’applicazione del Bim per seguire tutto il ciclo di vita dell’immobile». Grande attenzione anche alla sostenibilità: il nuovo piano strategico 2025–2028 mette al centro l’efficienza energetica, l’uso delle rinnovabili e la riduzione del consumo di suolo.
Il Rapporto evidenza alcuni grandi progetti: il più significativo per dimensioni e impatti è quello della rigenerazione della Città dello Sport di Tor Vergata, abbandonata da oltre 15 anni e oggi avviata a diventare una green city in vista del Giubileo 2025. «È una delle aree più simboliche di fallimento della pianificazione pubblica. Ora invece rappresenta un modello di rinascita urbana, grazie a una rete straordinaria tra università, ricerca, sanità, enti locali» ha ricordato la dal Verme, richiamando la gara aperta.
Tra i compendi in trasformazione figurano anche Tor Sapienza, il Trullo, Porta Portese, con masterplan già in sviluppo e investimenti pubblici superiori ai 100 milioni per singolo intervento.
Nel dialogo interviene anche il viceministro all’Economia Maurizio Leo, che ha ribadito il pieno sostegno del governo alla linea dell’Agenzia: «Quello presentato oggi è un modello virtuoso, un segnale di svolta nella gestione del patrimonio pubblico. La direzione è chiara: rigenerazione urbana, efficienza logistica, sviluppo territoriale».
Leo ha poi tracciato le priorità del Ministero: «Modernizzare la logistica della Pa, attrarre investimenti per la riqualificazione degli immobili, e puntare su nuove forme di residenzialità, a partire da quella giovanile. Il progetto casa ai giovani è una delle sfide strategiche per il futuro del Paese».
Il viceministro ha anche indicato lo snodo cruciale per l’attuazione di questi obiettivi: «Dobbiamo semplificare. Le procedure spesso rallentano l’arrivo dei capitali privati. Serve certezza normativa e autorizzativa, per dare fiducia agli investitori e avvicinarli alla missione pubblica». Urgenze e priorità che la controparte degli operatori economici chiede alla politica e al Governo.
In copertina: Corso Monforte Milano © Agenzia del Demanio









