25-09-2026 Paola Pierotti 3 minuti

Add Capital raccoglie 2,3 miliardi e parte da Roma, Napoli, Genova e Maranello

Dalle città di successo all’emergenza casa: la scommessa di Abbadessa

Dalla finanza immobiliare alle piattaforme operative: la nuova società di investimento di Mario Abbadessa, la Add capital, punta su 2,3 miliardi di euro raccolti e su un piano casa privato per realizzare 10mila alloggi ad impatto sociale in Italia.

Abbadessa, intervenuto al forum di Scenari Immobiliari denuncia «il paradosso delle città che funzionano, ovvero che il loro stesso successo rischi di diventare un fattore di tensione. Più attraggono imprese, studenti, lavoratori e turismo, più cresce la pressione sul mercato abitativo, fino a rendere difficile la permanenza di alcune fasce della popolazione».

È da questa lettura che parte la strategia della nuova società di investimento guidata dall’imprenditore napoletano, dopo 18 anni in Hines. «In tutte le città di successo, quindi tutte quelle che funzionano, i cittadini stanno odiando quel successo» ha spiegato Abbadessa, citando in particolare Milano per la concentrazione del business, Bologna per la presenza degli studenti, e più recentemente anche Roma come esempi di contesti dove crescita economica e aumento dei valori immobiliari stanno creando nuove tensioni.

«L’unico modo per calmierare i prezzi- dice Abbadessa – non è assolutamente quello di cercare di ridurre la domanda degli studenti o dei turisti o addirittura dei lavoratori, ma è quello di aumentare l’offerta».

Il vuoto nel mercato europeo. Add capital nasce dall’identificazione di un vuoto nel mercato europeo. «Negli ultimi 10 anni eravamo 100 persone, 10 miliardi di iniziative, eravamo diventati l’ufficio più grande d’Europa». Abbadessa sottolinea il capitale di esperienza e know how che si è portato in dote da Hines e rilancia sul futuro mettendo in evidenza tre lacune del mercato: «l’assenza di grandi fondi realmente basati in Europa; il superamento del modello immobiliare fondato sull’arbitraggio finanziario contando su tassi alti, aspettando la compressione e facendo profitto conseguente; la necessità di integrare competenze finanziarie e operative».


Da qui la strategia: «Non andremo a investire in singoli asset, abbiamo l’ambizione di creare delle piattaforme di investimento» ha spiegato Abbadessa.


Il modello. La proposta punta a unire capitale e competenze tecniche. «Abbiamo a bordo ingegneri e tecnici che per noi sono centro di ricavo e non un centro di costo: le commissioni non sono il nostro business». Ad oggi la raccolta raggiunta è pari a 2,3 miliardi di euro, articolata in due veicoli. Il primo, da 1,3 miliardi di euro, è un fondo paneuropeo a trazione italiana, dedicato alla creazione di piattaforme operative in settori come studentati, residenziale e logistica. Il secondo veicolo, da 1 miliardo di euro, è dedicato all’Italia e all’abitare: famiglie, lavoratori, studenti e anziani a canone calmierato.

Il Piano Casa. La società è una delle prime ad essere stata ammessa al Piano Casa nazionale con particolare riferimento al cosiddetto “terzo pilastro”, in sinergia con il neo-commissario, l’ingegner Elisabetta Pellegrini, dirigente del Mit, con un modello che prevede il 70% degli alloggi a canone calmierato, con uno sconto del 30% rispetto al mercato, e il 30% a mercato libero con volumetria aggiuntiva. In piena linea con la strategia identificata da Abbadessa come driver per la rigenerazione: non è diminuendo la domanda che si risolve il problema, ma aumentando l’offerta in maniera sostenibile e integrabile con il tessuto urbano. «Siamo riusciti ad agganciare quattro fondi sovrani con logiche di mercato, sei investitori istituzionali e qualche family offices» ha raccontato alla platea di Scenari Immobiliari.

Le geografie prioritarie. La pipeline riguarda Roma, Napoli, Genova e il tessuto industriale dell’Emilia-Romagna. «Progetti estremamente concreti a Napoli, che è tornata a essere un mercato interessante, e poi a Genova, Roma che in questo momento è senz’altro il mercato – commenta – e poi nel tessuto industriale dell’Emilia-Romagna, guardando a Maranello», dove nuove case daranno alloggio ai lavoratori nell’ambito di un campus mixed use che anche negli ultimi anni ha visto nuovi tasselli che vanno dalla scuola ai nuovi poli per l’innovazione. Esempi di interventi strutturali di lungo termine. L’obiettivo indicato da Abbadessa? Arrivare in tre-cinque anni a circa 10mila alloggi realizzati e abitati attraverso il fondo a impatto. Il 50% saranno in affitto. L’altro 50% invece servirà per generare cassa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Paola Pierotti
Articoli Correlati
  • L’Aquila oltre la ricostruzione, Biondi: Il pubblico deve dettare le traiettorie di sviluppo

  • Carlo Ratti: il futuro delle città medie passa dalla «globalizzazione di nicchia»

  • Padova

    Padova, tra abitare e neutralità climatica

  • Nasce Homes4All Lab, la rete che porta nei territori la casa a impatto sociale