22-12-2023 Paola Pierotti 5 minuti

Bilanci 2023, non c’è architettura senza città

Da Nord a Sud, cosa è successo quest’anno. Tutte le attese sono per il tema casa

Da Lesley Lokko a Carlo Ratti. Chiusa la Biennale Architettura 2023 con i riflettori puntati sull’Africa, la Fondazione La Biennale di Venezia su proposta del Presidente (uscente) Roberto Cicutto – in accordo con Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia per il quadriennio marzo 2024-2027 – ha affidato la curatela a Carlo Ratti, che quest’anno ha accompagnato (senza successo) Roma verso Expo 2030. In tema di grandi eventi, la Capitale ora punta dritto verso l’appuntamento del prossimo Giubileo, con cantieri per spazi pubblici e infrastrutture avviati in tutta la città. Tra le novità dell’anno nella Capitale c’è l’avvio del primo ufficio per il Clima in attesa del lancio effettivo del progetto del team Roma050 guidato da Stefano Boeri.

Su Milano-Cortina gli interrogativi rimangono aperti, intanto anche Taranto (nonostante la crisi politica in atto) scalda i motori per i Giochi del Mediterraneo nel 2026, e Bergamo e Brescia sono pronte a cedere il testimone a Pesaro, capitale italiana della cultura nel 2024.

Tra le città che quest’anno si sono distinte per il loro impegno in termini di scelte urbanistiche, di strategie di rigenerazione urbana e di grandi investimenti c’è Trieste, protagonista indiscussa al Mipim di Cannes nel 2023 sotto la regia del sindaco Roberto Dipiazza, ma anche Reggio Emilia, dove il primo cittadino Luca Vecchi sta dando continuità alle scelte delle ultime amministrazioni, con attenzione alla comunità esistente e dando linfa al territorio attraverso il riuso del patrimonio e le nuove sfide dell’imprenditoria.

Tante le città al lavoro per rivedere i propri strumenti urbanistici, da Torino a Verona, da Milano a Cagliari. Intanto Livorno nei mesi scorsi ha adottato il nuovo piano operativo “che disciplina l’esistente e guarda al futuro” e a Prato è entrato in vigore il nuovo piano strutturale. Ma è il Comune di Modena che ha ricevuto il premio Urbanistica 2023 per il progetto Pug Modena 2050 (città che ha ricevuto anche il riconoscimento per un progetto di rigenerazione urbana a traino dei privati, con il gruppo Supernova, per l’ex Fonderia Corni). Il nuovo Pug, che regolerà l’assetto urbanistico per i prossimi 30 anni, punta sulla rigenerazione dell’esistente e sulla qualità urbana ed ecologico-ambientale, oltre che sul potenziamento dei servizi; il nuovo strumento è stato pensato per governare la transizione ecologica e digitale, garantire qualità urbana ed ambientale e sostenere strategie locali a sostegno della salute e del benessere dei cittadini, per far fronte alle criticità del territorio.

Tante le iniziative di rigenerazione urbana decollate in questi mesi, anche grazie al Pnrr. Tra le altre, a Napoli la conversione di Palazzo Fuga sarà un laboratorio da seguire per le dimensioni, il mix funzionale e gli impatti.

Il 2023 è stato l’anno del Centenario, cento anni di Ordini degli architetti e degli ingegneri in Italia. E nella scorsa primavera si sono tenuti gli undici festival di architettura promossi dal ministero della Cultura, diffusi in tutto il Paese, dall’Umbria alla Campania e poi dalla Sicilia alle cave pugliesi fino a Milano. Ancora, a inizio anno lo stesso ministero ha presentato il suo primo censimento, un open data per l’architettura, dal 1945 ad oggi.

Pedevilla Architects, studio altoatesino, molto radicato sul territorio, è stato scelto dal Consiglio nazionale degli Architetti come architetto italiano dell’anno. Intanto, dieci anni fa, nell’ambito del premio promosso dal Cnappc, Giovanna Melandri, Giorgio Santilli e Giuseppe Russo erano stati premiati come architetti onorari; dieci anni dopo, da qualche settimana, monsignor Giuseppe Russo, ingegnere di formazione, prima responsabile dell’edilizia di culto per la Cei e poi sotto-segretario dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica (Apsa) è stato nominato vescovo di Altamura, un vescovo-ingegnere.

Se il 2022 era stato forse l’anno delle scuole conclusosi con la graduatoria del maxi-concorso Pnrr per i 212 nuovi plessi, il 2023 può essere considerato l’anno della casa, dell’emergenza casa, perché le soluzioni sono tutte da trovare. C’è un post-Superbonus da inventare, c’è una domanda diffusa in tutto il Paese sollecitata da iniziative di piazza come quelle degli studenti, c’è il caro-vita che mette in difficoltà chi una casa non se la può permettere più. Ma ci sono anche le direttive europee che aspettano soluzioni, e c’è un patrimonio tutto da efficientare e valorizzare. Non sono mancate iniziative pilota come quella dell’alleanza Coima-Ccl, la recente proposta Legacoop Abitanti presentata al ministro Matteo Salvini, c’è  Assoimmobiliare che si è appellata ai dati Nomisma e ancora a Milano l’assessore alla Casa Pierfrancesco Maran ha promosso degli stati generali sul tema. Infine, stando all’architettura, all’ultimo Mipim, nell’ambito dei premi, era in lizza uno studio italiano con un complesso residenziale in Belgio. Intanto da Milano è decollata la nuova iniziativa del premio Baffa Rivolta che fa dell’Ordine degli architetti di Milano un osservatorio privilegiato del social housing in Europa. In tema casa tra le ultime novità in Italia il coinvolgimento della Banca Europea degli Investimenti proprio sul tema del social housing. Questione sul tavolo del Governo, con Salvini che ha promesso un Piano Casa entro il 2025.

Nuovo Parco della Giustizia di Bologna © Ipostudio

Sul fronte della Pubblica Amministrazione si è distinta l’operosità dell’Agenzia del Demanio anche con il lancio di un’officina, attenta a resilienza, sostenibilità e fini sociali, per la pubblicazione (e l’aggiudicazione) di maxi-concorsi come quello dell’area ex Staveco a Bologna, e ancora per l’attenzione al tema delle professioniste, architette o architettrici.

Donne che possono raccontare un’altra storia dell’architettura italiana contemporanea, come fa Patricia Viel, ceo di uno dei più importanti studi italiani affermati all’estero, alla guida più interessanti cantieri aperti oggi nel nostro Paese, come fa una Bim manager in un grande studio di architettura, quello di Mario Cucinella Architects, Laura Tiburzi o ancora donne, impegnate nella ricerca dell’architettura al femminile nella storia, come fa Michela Ekström co-fondatrice dell’associazione Architettrici. Non è una questione di quote, ma di competenze, di approccio volto a costruire comunità, a fare innovazione mettendo al centro del progetto l’ambiente, le persone e le relazioni. Temi raccolti nell’ultimo libro di Elena Granata, pubblicato in queste settimane, “Il senso delle donne per la città”.

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Paola Pierotti
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