Roma oggi, tra nuove mappe urbane e vecchie questioni irrisolte
Il Maxxi chiude l’anno del Giubileo con la mostra “Roma nel mondo”
Il 2025 è stato l’anno di Roma, il tempo di risultati raggiunti e di nuovi inizi. Non è stato solo l’anno del Giubileo. La Capitale è la smart city del 2025 (anche se i tanti modelli digitali realizzati necessitano di maggior integrazione) e in questi mesi il Campidoglio ha riscritto la sua mappa urbana con l’obiettivo di restituire una visione realistica della città policentrica, per calibrare meglio politiche pubbliche, servizi e investimenti, e ha approvato le modalità attuative per la legge sulla rigenerazione urbana. L’incompiuta di Calatrava, simbolo delle cattedrali nel deserto, si è illuminata in occasione del Giubileo dei giovani e l’Agenzia del Demanio sta cercando un partner per la sua valorizzazione. Roma traina il mercato dell’hospitality e dopo anni di attesa è stata aperta Piazza Augusto Imperatore proprio di fronte al nuovo hotel Bulgari.
Spazio all’immaginazione e al racconto di presente e futuro. La fondazione Roma Regeneration ha indetto una call for ideas per una nuova Vision for Rome e sono stati presentati gli esiti del laboratorio Roma 050. In questi giorni è stato aperto il nuovo urban center promosso e realizzato da Roma Capitale e Città Metropolitana con l’organizzazione di Risorse per Roma spa, con l’obiettivo di informare e coinvolgere i cittadini nelle politiche pubbliche e sulle trasformazioni urbane della Capitale e dei 120 Comuni dell’hinterland. Lo spazio, in viale Manzoni, si chiama Metropolitano e per l’apertura la mostra inaugurale è stata dedicata ad “Abitare il Giubileo. Architettura, comunità e spazi urbani”.
Una sequenza di buone notizie, come quelle snocciolate nel corso del quarto rapporto di Roma Capitale dal sindaco Roberto Gualtieri e, restando sui temi che riguardano la trasformazione della città non mancano situazioni critiche come quella legata agli annunci di Piazza Cinquecento, consegnata da Anas per Ferrovie dello Stato ed è dei giorni scorsi l’aggiornamento che il restyling della piazza davanti a Termini, inserito nel dossier Giubileo, sarà completato a dicembre 2026 ma non potrà veder realizzato il bosco urbano. Un progetto realizzato, diversamente da quello aggiudicato in fase di concorso. Sotto i riflettori a fine anno, anche per l’onda estiva milanese che ha travolto il real estate, la trasformazione degli ex Mercati Generali.
La parola per Roma? È “abitare”, evidenziata dall’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia e rafforzata dalle politiche dell’assessorato di Tobia Zevi . Anche se il tema rimane in attesa di soluzioni tangibili, come espresso dall’associazione dei costruttori.
E sono proprio i costruttori romani, ANCE-Roma Acer ad aver sostenuto la mostra Roma nel mondo, che apre i battenti al Maxxi dal 17 dicembre (fino al 6 aprile 2026): una grande esposizione a cura di Ricky Burdett che indaga il ruolo della Capitale nel sistema delle città globali, mettendola in dialogo con alcune tra le principali metropoli internazionali
In cosa Roma si distingue – o si avvicina – a città come Parigi, Londra, Istanbul, New York o Pechino? È una città congestionata o vivibile, estesa o compatta, integrata o frammentata? E quale spazio occupa oggi nell’immaginario collettivo globale? A queste domande la mostra risponde attraverso un progetto espositivo che intreccia dati, analisi urbanistiche e narrazioni culturali, offrendo un ritratto inedito e contemporaneo della città. Ricky Burdett ha curato questa mostra accompagnato da Paola Viganò, che tra l’altro è la progettista-protagonista di quest’area di Roma Capitale, essendosi aggiudicata il concorso 10 anni fa per la valorizzazione delle ex caserme di via Guido Reni (area da poco assegnata da Cdp alla cordata guida da Coima) .
Il percorso della mostra del Maxxi si articola attorno a due prospettive complementari. Da un lato, l’universo dei dati: indicatori, mappe e visualizzazioni che raccontano Roma attraverso parametri spaziali, sociali e ambientali, resi accessibili da un allestimento immersivo. Dall’altro, la dimensione simbolica e culturale, che ripercorre l’immaginario di Roma nell’arte, nella letteratura e nel pensiero, dal Grand Tour fino alla contemporaneità. Il risultato lo spiega lo stesso Burdett, che 20 anni fa a Venezia aveva curato la Biennale dal titolo “Città. Architettura e società”. «Un mosaico complesso che restituisce le grandi sfide urbane del presente, dal cambiamento climatico all’invecchiamento della popolazione, dalle migrazioni alla sostenibilità, attraverso fotografie, documenti, opere d’arte, modelli e una nuova committenza fotografica».
«Ho voluto ribaltare il punto di vista che vede Roma solo come Caput Mundi – aggiunge il curatore Ricky Burdett – i dati restituiscono l’immagine di un artefatto urbano contemporaneo complesso, esteso, verde e socialmente stratificato, costruito su uno dei cardini della nostra storia»
«Un mosaico complesso che restituisce le grandi sfide urbane del presente, dal cambiamento climatico all’invecchiamento della popolazione, dalle migrazioni alla sostenibilità, attraverso fotografie, documenti, opere d’arte, modelli e una nuova committenza fotografica».
Al Maxxi, a fine 2025, si alza il sipario su una mostra che coincide con i dieci anni di quella che si intitolava appunto “Roma 20-25” . Dieci anni fa si parlava dell’annuncio della trasformazione dell’ex fiera, che intanto ha un progetto, era in costruzione l’headquarter di Bnl a ridosso della stazione dell’Alta Velocità, in un quadrante dove oggi si lavora per il nuovo stadio della Roma. Dieci anni di cambiamenti concreti per la capitale, ed è lo stesso Antonio Ciucci, presidente dei costruttori romani a commentare «Il confronto tra capitali, con numeri alla mano, ci permette di ragionare sul futuro. Per anni il confronto è sempre stato fatto con Milano, perché era ed è una città che cresce e Roma era rimasta ferma. Pnrr e Giubileo hanno accelerato le cose e Roma è tornata al centro del dibattito. Interrogarsi su densità, mobilità e le altre caratteristiche che fanno di questa città un luogo da abitare è urgente. Il costruito è uno dei pilastri di questa città, da cui partire per dare un contributo per una città più inclusiva, attenta all’ambiente e sostenibile. Non ci dobbiamo far sfuggire questo momento straordinario».
In copertina: © Iwan Baan Courtesy Maxxi

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